Di Maio contro Erdogan: "Offensiva in Siria inaccettabile". E convoca l'ambasciatore turco

Il ministro degli Esteri prima condanna l'intervento turco in Siria, poi nel pomeriggio convoca l'ambasciatore di Ankara in Italia - Erdogan: "Se Ue condanna l'attacco mandiamo 3.6 milioni di migranti"

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Il ministro degli Esteri, Luigi di Maiom, ha convocato alla Farnesina dell'Ambasciatore della Turchia in Italia. "Nel riaffermare l'importanza della cessazione di ogni azione unilaterale - si legge in una nota , riferendosi all'evolversi della situazione in Siria - l'Italia ribadisce che l'unica strada percorribile per una soluzione duratura alla crisi siriana è rappresentata dal processo politico in corso sotto gli auspici delle Nazioni Unite". 

E poi rincara la dose in un post su Facebook, definendo "inaccettabili le minacce di Erdogan sui profughi". In giornata il presidente turco aveva affermato che se la sua offensiva contro il Nord della Siria fosse ostacolato avrebbe invaso l'Europa con "milioni di profughi". "La situazione è ben complessa e lo sappiamo, ma è di fronte a queste occasioni che l'Europa stessa deve mostrarsi capace di rispondere in modo corale e con un'unica voce. E questo è il senso del messaggio che porterò lunedì al Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea", ha aggiunto il capo della Farnesina. 

Di Maio in mattinata aveva condannato l'intervento turco in Siria: "Chiediamo al governo turco di cessare immediatamente l'offensiva perché non è assolutamente accettabile che si usi la forza e si continui a mettere a repentaglio la vita del popolo siriano che ha già subito tragedie in questi anni e che non merita assolutamente un'altra iniziativa che destabilizzi quell'area". "Penso che l'iniziativa militare della Turchia in Siria sia assolutamente inaccettabile, la condanniamo. Rischia di compromettere la lotta al terrorismo perché le azioni di forza militare in passato hanno sempre fatto proliferare il terrorismo. Dal punto di vista del ministero degli Esteri e del governo l'unica strada da perseguire è quella delle Nazioni Unite", ha concluso il ministro. 



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