Sono più di 800 le vittime dello tsunami in Indonesia. E in centinaia restano sotto le macerie

Il bilancio dei morti "continuerà ad aumentare", ha chiarito l'Agenzia di gestione delle calamità. Mentre è corsa contro il tempo per liberare le persone intrappolate dagli edifici crollati. Nessun italiano risulta coinvolto

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È una tragedia che potrebbe ancora aggravarsi il terremoto seguito da tsunami che ha colpito l'isola di Sulawesi, isola nel Nord dell'Indonesia: il bilancio finora confermato è di almeno 832 morti, con centinaia di persone ancora intrappolate sotto le macerie nella città di Palu, la più colpita dell'isola. Alcune zone non sono ancora state raggiunte dai soccorsi. "Il numero delle vittime continuerà ad aumentare", ha dichiarato con certezza il portavoce dell'Agenzia di gestione delle calamità, Sutopo Purwo Nugroho, che ha annunciato "sepolture di massa per prevenire la diffusione delle malattie".

La maggior parte delle vittime si conta a Palu, agglomerato di 350 mila abitanti sulla costa occidentale di Sulawesi, colpita venerdì da un terremoto di magnitudo 7.5 seguito da uno tsunami con onde da 1,5 metri di altezza. La situazione piu' preoccupante, per autorità e Ong, è la regione di Donggala, più a Nord, che rimane ancora poco raggiungibile.

Al momento del terremoto, 71 stranieri erano a Palu e la maggior parte viene evacuata, ha spiegato il portavoce. Le autorità stanno ancora cercando tre francesi. La Farnesina ha fatto sapere che, per il momento, non risultano italiani coinvolti. 

Voci sotto le macerie

Sul campo, i team di ricerca sono impegnati in una disperata corsa contro il tempo per liberare i sopravvissuti dalle macerie. Diverse squadre sono impegnate nell'area dove si trovava l'hotel Roa Roa, ora un cumulo di macerie sotto cui potrebbero trovarsi vive 50 a 60 persone. "Abbiamo salvato tre persone e abbiamo sentito altri voci, inclusa quella di un bambino, chiedere aiuto, sono ancora lì", ha raccontato il volontario Thalib Bawano. Si scava anche sotto un supermercato.

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Una scultura di sabbia dell'artista indiano Sudarshan Pattnaik dedicata alle vittime dello tsunami

Gli ospedali, quei pochi rimasti in piedi, non hanno più spazio per accogliere i corpi che arrivano minuto dopo minuto: molti sono stati accumulati all'esterno, in attesa di una tumulazione di massa. I feriti meno gravi vengono curati all'esterno. Gli sfollati, migliaia, lamentano l'assenza di cibo, acqua e carburante: i supermercati sono stati presi d'assalto. Le autorità hanno annunciato che non sanzioneranno i saccheggiatori e rimborseranno i proprietari dei negozi, in attesa dell'arrivo degli aiuti.

Il presidente indonesiano Joko Widodo si è recato a Palu per seguire lo spiegamento militare per assistere la popolazione. I primi aerei carichi di attrezzature e cibo sono atterrati all'aeroporto della città dove alcune piste sono state danneggiate, così come buona parte della viabilità stradale. Palu è disseminata di carcasse di veicoli, edifici ridotti a cumuli di macerie, alberi sradicati e linee elettriche abbattute, che riflettono la violenza delle scosse avvertite centinaia di chilometri di distanza, e l'ondata che ha spazzato via ogni cosa.



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