Sudan, dopo 30 anni di potere un golpe militare depone il presidente Al-Bashir

Dopo cinque giorni di proteste popolari intervengono le forze armate. Bashir arrestato, il nuovo uomo forte è il ministro della difesa

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Afp
Proteste in Sudan

Aggiornato alle ore 15,20 del'11 aprile 2019.

Un colpo di stato militare ha posto fine nelle prime ore di oggi al governo di Omar Bashir, al potere in Sudan da oltre tre decenni.

Una quarantina di veicoli militari hanno circondato il palazzo presidenziale a Khartoum. I militari sono entrati all'alba anche nella sede dell'emittente radiotelevisiva di Stato e hanno fatto sapere che "presto" ci sarebbe stato un "importante annuncio a reti unificate".

L'azione è scattata dopo che da cinque giorni migliaia di sudanesi protestavano davanti al quartier generale delle forze armate,  chiedendo un cambiamento radicale alla guida del Paese africano.

Successivamente l'esercito ha annunciato la formazione di un consiglio di transizione, in carica per una durata limitata di tempo, guidato dal generale Awad Awnaf, mentre migliaia di persone iniziavano a radunarsi anche presso il palazzo del ministero della Difesa.
Nell’aeroporto della capitale del Sudan Khartoum sono stati bloccati i voli in entrata e in uscita. 

A questo punto un tweet di Al-Arabiya ha diffuso la notizia delle dimissioni di Al-Bashir, salito al potere a sua volta con un golpe nel lontano 1989, e dell'arresto dei suoi ministri.  Secondo le stesse fonti  i militari hanno subito provveduto a dar vita ad un consiglio di transizione, guidato da Ahmed Awad Ibn Auf, fino a ieri primo vicepresidente e ministro della difesa. 

La circostanza delle dimissioni di Bashir, però. non ha trovato conferma. Certo è che l'ex uomo forte del Sudan si trova in stato d'arresto, nelle mani dei golpisti.

L'Alleanza dei partiti dell'opposizione sudanese, nota anche come Alleanza delle forze di consenso nazionale, ha però avvertito che non accetterà mai la sostituzione di un regime militare con un altro regime militare.

Il gruppo che comprende il principale partito di opposizione del paese, Umma, guidato dall'ex primo ministro, Sadiq al-Mahdi, ha fatto sapere che il mantenimento al potere dell'esercito e' inaccettabile. Anche l'Associazione dei professionisti sudanesi ha dichiarato di "non accettare alternative alle dimissioni complete del regime e alla consegna del potere a un governo di transizione civile". 



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