L'uomo che ha sparato nella redazione della Capital Gazette voleva una strage di giornalisti

Jarrod Ramos, 38 anni, aveva fatto causa per diffamazione al giornale di Annapolis. Uccisi 5 reporter. Ecco le loro storie

strage giornale usa annapolis

Un uomo che nel 2012 aveva fatto causa a un quotidiano di Annapolis ha sparato contro la redazione della Capital Gazette e ha ucciso 5 giornalisti.

Jarrod Ramos, 38 anni, ha ferito altre due persone e con sé aveva dell'esplosivo che per fortuna non è riuscito a far detonare. Quattro delle vittime sono morte sul colpo mentre una è deceduta in ospedale.

strage giornale usa annapolis
Alex Wroblewski / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP
 

A dare l'allarme sono stati i giornalisti in redazione e i soccorsi sono arrivati nel giro di un minuto. "Non c'è nulla di più terrificante che sentire tante persone venire raggiunte dai colpi mentre si è sotto la scrivania e si sente l'attentatore che ricarica l'arma", ha twittato Phil Davis, redattore di cronaca nera del giornale sotto attacco.

Sul proprio account Twitter il giornale ha assicurato che sarà in edicola questa mattina "con una cavolo di edizione" e ha reso noti i nomi delle vittime e raccontato le loro storie: la freelance Wendy Winters; il cronista sportivo John McNamara; Rebecca Smith, appena assunta; il cronista Rob Hiaasen e l'editorialista Gerald Fisherman.

Il presidente Donald Trump si è limitato a manifestare cordoglio per le vittime. E' la strage di giornalisti più grave dall'attacco dell'11 settembre alle Torri Gemelle: le vittime sono tutti reporter.

Proprio due giorni fa, l'ideologo di destra - ex caporedattore della rivista Breitbart dell'ex consigliere di Trump Steve Bannon - Milo Yannopoulos aveva scritto in un messaggio a un cronista che gli chiedeva un commento: "Non vedo l'ora che le squadre di vigilantes comincino a sparare ai giornalisti sul posto".

Dopo la strage di Annapolis ha precisato su Facebook che il suo auspicio "non era serio" ma che ora sarebbe stato accusato di aver "ispirato l'uccisione di giornalisti".

Come misura precauzionale, è stata rafforzata la sicurezza nelle redazioni di diverse testate, dal New York Times al Los Angeles Times. Capital Gazette, ha deciso di non lasciarsi intimidire e oggi sarà comunque in edicola. "Capital Gazette domani ci sarà", ha assicurato via Twitter il giornalista Joshua McKerrow, che non si trovava nella redazione al momento della strage.

"Cerchiamo di denunciare la corruzione. Lottiamo per avere accesso ai documenti pubblici...redattori e giornalisti mettono tutti loro stessi nella ricerca della verità. Questa è la nostra missione e lo sarà sempre", ha scritto via Twitter il direttore del quotidiano, Jimmy DeButts. Tra le vittime identificate il giornalista Rob Hiaasen. Era stato assunto al giornale nel 2010.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it