Serraj chiede aiuto all'Italia e ad altri 4 Paesi "amici" (ma non alla Francia)

La Farnesina: "La soluzione alla crisi libica può essere solo politica, non militare. Per questo motivo continuiamo a respingere qualsiasi tipo di interferenza, promuovendo invece un processo di stabilizzazione"

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JEWEL SAMAD / AFP
Fayez Al Serraj

"La soluzione alla crisi libica può essere solo politica, non militare. Per questo motivo continuiamo a respingere qualsiasi tipo di interferenza, promuovendo invece un processo di stabilizzazione che sia inclusivo, intra-libico e che passi per le vie diplomatiche e il dialogo". È la posizione ufficiale della Farnesina in merito alla lettera inviata dal presidente libico Fayez al Serraj all'Italia e ad altri Paesi circa la richiesta di aiuti militari. 

Il presidente del Consiglio presidenziale del governo dell'Accordo nazionale, Fayez Al-Serraj, ha inviato lettere ai leader di Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Algeria e Turchia, chiedendo di "attivare gli accordi di cooperazione in materia di sicurezza per respingere l'aggressione contro Tripoli di tutti i gruppi armati che operano al di fuori della legittimità dello Stato, al fine di mantenere la pace sociale e raggiungere la stabilità in Libia".

Tra gli interlocutori scelti dal presidente libico non c'è la Francia. Parigi è stata più volte accusata da Tripoli di sostegno al generale Khalifa Haftar. Serraj ha anche esortato i cinque Paesi a "cooperare e coordinarsi con il governo di riconciliazione nazionale nella lotta alle organizzazioni terroristiche", comprese quelle jihadiste, "per le quali l'aggressione ha creato un'opportunità per tornare in Libia, dove le loro attività sono aumentate" da quando è cominciata l'offensiva.

La lettera contiene anche un invito a intensificare la cooperazione nella lotta all'immigrazione clandestina e nella lotta alla criminalità organizzata e ai trafficanti di esseri umani. 

Ue: "Tutti devono evitare azioni militari"

L'Unione Europea chiede a tutti gli attori della crisi in Libia di "evitare di alimentare le tensioni e aumentare le iniziative militari e di ridurre ogni azione che possa portare all'escalation e allo scontro militare", ha detto il portavoce del Servizio europeo di azione esterna, Peter Stano, rispondendo a una domanda sull'assistenza militare della Turchia al governo di accordo nazionale di Fayez al Serraj.

"La posizione dell'Ue è che non c'è soluzione militare in Libia. La soluzione per la crisi deve essere trovata attorno a un tavolo negoziale con un processo politico", ha detto il portavoce. "Sull'embargo delle armi, è un embargo dell'Onu e deve essere rispettato da ogni Stato membro delle Nazioni Unite. Questo e' diritto internazionale", ha ricordato il portavoce Ue.

La risposta favorevole di Erdogan

"Haftar non ha legittimazione, il presidente libico legittimo è Serraj, leader della Libia. Purtroppo stiamo assistendo al tentativo di Egitto, Abu Dhabi, Francia e persino Italia di legittimare Haftar". Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, dopo un vertice a Kuala Lumpur, a cui hanno partecipato leader di alcuni Paesi del mondo islamico. Il presidente turco sostiene il governo di Fayez al Serraj contro l'avanzata delle truppe fedeli al generale Khalifa Haftar.



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