Nessuno ha ancora rivendicato la strage di San Pietroburgo

Un kirghizo di 22 anni è il kamikaze che si è fatto esplodere in un vagone della metro. Il bilancio è di 14 morti e 42 feriti

Nessuno ha ancora rivendicato la strage di San Pietroburgo
 Esplosione nella metro di San Pietroburgo (foto Afp)

Era un kirghizo di 22 anni il kamikaze che lunedì si è fatto esplodere in un vagone della metro di San Pietroburgo, uccidendo 14 persone sono morte e ferendone 42. Secondo il portavoce dei servizi di sicurezza russi, era originario dell'Asia centrale e si chiamava Akbarjon Djalilov. 

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  • Esplosione nella metro di San Pietroburgo

    03 aprile 2017, 13:36
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Cosa sappiamo finora dell'attentato:

  • L'esplosione ha sventrato un vagone della metro di San Pietroburgo in movimento tra le stazioni dell'Istituto di Tecnologia e quella di Sennaia, sulla linea blu. Il bilancio è di 14 morti e 42 feriti, ricoverati in ospedale, di cui 13 gravi. 
     
  • La bomba deflagrata conteneva 200 grammi di tritolo, avvolti da cuscinetti a sfera e chiodi per aumentarne le potenzialità distruttive. Ben cinque volte più potente la bomba inesplosa, trovata e disinnescata dagli artificieri in una seconda stazione. Dissimulata in un estintore, conteneva un chilogrammo di Tnt con lo stesso letale mix di chiodi e biglie di ferro.
     
  • Già poche ore dopo l'attentato, il rappresentante della procura generale, Aleksandr Kurennoi, aveva dichiarato in un'intervista al canale Russia-24 che si era trattato di un attentato terroristico. 

  • L'intelligence sta seguendo la pista dell'attentato suicida:

    Inizialmente, avevano fatto il giro di internet delle immagini del presutno attentatore provenienti dalle telecamere a circuito chiuso della metropolitana. La notizia è stata poi smentita dall'antiterrorismo, dopo che l'uomo stesso si è presentato alla polizia sostenendo la sua estraneità.

Seconda ipotesi circolata sulla stampa, un giovane kazako di 23 anni, Maksim Arishev, che avrebbe celato l'ordigno in uno zaino e si sarebbe fatto esplodere. Foto diffuse dai media russi mostrano il ragazzo con gli occhiali, giacca marrone con cappuccio e cappello blu in testa, mentre porta uno zainetto che conterrebbe l'ordigno rudimentale, esploso nel terzo vagone della metro tra le due stazioni. Questa ricostruzione però è stata accolta con cautela dalle autorità kazake che "continuano le ricerche" del giovane Arishev come ha scritto su Facebook Anuar Zhainakov, il capo del servizio stampa del ministero degli Esteri kazako, dopo l'allarme per la sua scomparsa lanciato ieri dalla madre Irina Arishev da Astana.

 

  • Il presidente russo, Vladimir Putin, era in quel momento a San Pietroburgo, sua città natale, per incontrare l'omologo bielorusso, Alexander Lukashenko.

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Alla luce dell'esplosione, il numero uno del Cremlino aveva annunciato di "aver parlato con il capo dei servizi speciali, stanno lavorando per accertare le cause", esprimendo "dolore e vicinanza ai familiari delle vittime". Putin, al termine del vertice con Lukashenko, si era recato nei suoi vecchi uffici, la direzione dell'Fsb (ex Kgb) della città sulla Neva ed era poi andato di persona sul luogo dell'attentato, rendendo omaggio alle vittime. "Non escludo il terrorismo", aveva dichiarato il presidente. 

  • Nei video apparsi sulla stampa e sui social media, si vede la piattaforma d'arrivo invasa dal fumo, almeno una carrozza sventrata con la porta divelta e feriti ricoperti di sangue a terra. 

  • Il cordoglio internazionale: Dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al cancelliere tedesco, Angela Merkel, sono molti i leader mondiali che hanno manifestato cordoglio e vicinanza a Mosca. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha manifestato "sgomento e solidarietà per le famiglie delle vittime".

Questo invece il messaggio del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che questa primavera sarà a Mosca in visita ufficiale.