A che punto è la trattativa sui rimpatri con la Tunisia

Salvini vuole accelerare, il suo collega di Tunisi frena. Martedì avranno modo di discuterne faccia a faccia

A che punto è la trattativa sui rimpatri con la Tunisia
 (Afp)
 Il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini a colloquio con quello tunisino Hichem Fourati durante una conferenza dei ministri dell'Interno UE su sicurezza e migrazione, a Vienna il 14 settembre

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, preme per i rimpatri immediati con nuovi voli charter dei migranti tunisini sbarcati in Italia ma da Tunisi frenano e al momento confermano solo i due voli già concordati a settimana per un massimo di 80 rimpatri al mese. Martedì il titolare del Viminale riceverà a Roma il collega tunisino, Hichem Fourati, per affrontare più nel dettaglio la questione. Nel frattempo sono stati trasferiti da Lampedusa a Trapani 130 dei 184 migranti tunisini sbarcati ieri nell'isola della Sicilia a bordo di sette barchini veloci. È possibile che già lunedì vengano rimpatriati i primi migranti a Tunisi (massimo 40) con il primo dei due voli charter settimanali previsti dagli accordi. Il secondo charter è previsto al giovedì. 

L'intento del governo è rimpatriare velocemente le persone arrivate in Italia nelle ultime ore. Lo ha ribadito lo stesso Salvini, a margine di un evento a Milano: "Stiamo lavorando sul flusso in arrivo dalla Tunisia. Martedì avrò un incontro a Roma, li' non c'è guerra e non c'è carestia e non si capisce perché barchini o barconi devono partire dalla Tunisia e arrivare in Italia".

Il ministro dell'Interno ha annunciato l'intenzione di potenziare i rimpatri con i voli charter: "Ci stiamo lavorando e stiamo lavorando anche per cambiare accordi che altri ci hanno lasciato che non sono assolutamente soddisfacenti. Voli charter già ne partono per la Tunisia settimanalmente, l'importante è che ne partano di più e con più gente a bordo". Finora, però, Tunisi si è mostrata restia a questa ipotesi e comunque, qualora i migranti intendessero presentare domanda d'asilo, prima di un rimpatrio concordato andrebbero esaminate le istanze per non rischiare una condanna dalle Corti internazionali per i Diritti dell'Uomo. 



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