I duri della Brexit adesso chiedono aiuto a Salvini

I falchi del 'Leave' non vogliono che la data del divorzio venga spostata oltre il 29 marzo. E sperano che l'Italia metta il veto

I duri della Brexit adesso chiedono aiuto a Salvini

I 'falchi' della Brexit chiedono l'aiuto di Matteo Salvini per fare in modo che Londra non resti nell'Unione oltre il 29 marzo. E sperano in un veto del governo italiano al prossimo vertice Ue del 21 e 22 marzo per impedire una proroga dell'uscita del regno Unito dalla Ue.

Il fondatore della campagna Leave.EU", Arron Banks, ha chiesto al leader della Lega di ascoltare l'appello lanciato questa mattina da Nigel Farage, che ha chiesto di mettere il veto a un'eventuale richiesta di proroga dell'uscita il 29 marzo prossimo. "I media britannici spesso dimenticano che Nigel Farage ha trascorso 20 anni a forgiare contatti con gruppi europei euroscettici alcuni dei quali ora sono al potere", ha scritto su Twitter Banks, un milionario britannico che ha fondato la campagna Leave.EU a favore di una 'Hard Brexit'.

"Potremmo avere bisogno di un piccolo aiuto dai nostri amici del continente sulla proroga dell'articolo 50. Matteo Salvini e altri...", ha aggiunto Banks, postando il video dell'intervento all'Europarlamento con cui Farage questa mattina ha chiesto di mettere il veto alla proroga durante il Consiglio europeo del 21 e 22 marzo. All'Europarlamento Farage siede anche nello stesso gruppo del Movimento 5 Stelle.

Se il governo britannico ne farà richiesta, la proroga dei negoziati previsti dall'articolo 50 del Trattato dovrà essere approvata all'unanimità dai capi di Stato e di governo dell'Ue, presumibilmente nel Vertice del 21 e 22 marzo. Banks non è il solo a ipotizzare un veto da parte del governo italiano alla richiesta di proroga della Brexit oltre il 29 marzo. "È tempo che Matteo Salvini ci aiuti e metta il veto a una proroga dell'articolo 50. L'Italia può diventare l'eroe dei 17,4 milioni di britannici che hanno votato per uscire", ha rilanciato su Twitter Andy Wigmore, amico di Farage e Banks, che è stato a capo della comunicazione di Leave.EU. 



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