Il caso Russiagate adesso tocca anche una banca di Cipro

Secondo il Guardian il procuratore speciale Muller ha chiesto informazioni su una banca cipriota che potrebbe aver riciclato i milioni di dollari che accusa abbia riciclato il capo della campagna elettorale di Trump

Il caso Russiagate adesso tocca anche una banca di Cipro

Le indagini sul Russiagate sono arrivate fino a Cipro, l'isola nel Mediterraneo membro dell'Ue, ma soprattutto sospettata di essere un paradiso per i riciclatori di denaro sporco, prevalentemente russi. Secondo il britannico Guardian il procuratore speciale Robert Mueller - tramite il ministero del Tesoro americano - ha richiesto alla Banca Centrale di Cipro informazioni su un istituto, la Fbme Bank, chiusa quest'anno. Mueller vuole inizialmente accertare se siano passati da qui i milioni di dollari che ha accusato di aver riciclato Paul Manafort, capo della campagna elettorale di Donald Trump da maggio ad agosto 2016. Milioni provenienti dall'ex presidente ucraino filo-russo Viktor Yanukovich, per cui aveva lavorato.

La Fbme è di proprietà di due fratelli libanesi, Ayoub-Farid e Dadi Miche Saab, che hanno negato qualsiasi coinvolgimento dell'istituto in affari sporchi. Banca che aveva il suo quartier generale in Tanzania ma il cui giro d'affari per il 90% avveniva a Cipro.

La Fbme aveva anche rapporti d'affari con il colosso del credito tedesco Deustche Bank, una delle banche più grandi al mondo e che è anche l'istituto che ha prestato più soldi a Donald Trump ed anche all'impero immobiliare del genero, Jared Kushner. Deutsche Bank afferma di aver rotto ogni contatto con la Fbme nel 2014, proprio quando, secondo alcune email interne viste dal Guardian, i vertici dei due istituti si scambiavano informazioni su conti "finiti nel mirino" delle agenzie investigative Usa. 



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