Le ferrovie olandesi e il risarcimento di 50 milioni ai sopravvissuti dei campi nazisti

La compagnia statale, dopo aver ammesso le proprie responsabilità durante l'Olocausto, ha deciso di compiere "un gesto concreto" chiudendo una battaglia legale avviata tre anni fa

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Anni dopo aver riconosciuto la loro responsabilità diretta nell'Olocausto, le Ferrovie statali olandesi accettano di risarcire con 50 milioni di euro i sopravvissuti ai campi di sterminio e i parenti più stretti. "È giunta l'ora di compiere un gesto concreto verso quelli direttamente coinvolti" ha detto Roger van Boxtel, amministratore delegato della società pubblica Nederlandse Spoorwegen (NS), che nel 2005 si era già scusata con le vittime.

Durante la Seconda Guerra mondiale, la Nederlandse Spoorwegen trasportò verso i campi di sterminio 102 mila ebrei di ogni nazionalità. Un rapporto stilato da un'apposita commissione ha raccomandato alla società di procedere al risarcimento per 500 sopravvissuti ai campi di sterminio ancora in vita e a 5500 parenti stretti delle vittime.

In base al piano di compensazione della commissione, la compagnia ferroviaria proporrà circa 15 mila euro a ogni sopravvissuto, 7500 euro a vedovo/a, tra i 5 mila e i 7500 euro ai figli delle vittime. Una decisione, presentata come storica, che pone la parola fine a una battaglia legale di 3 anni avviata dall'83enne Salo Muller, ex fisioterapista della squadra di calcio dell'Ajax, i cui famigliari furono trasportati da Amsterdam al campo olandese di Westerbork - dove transito' anche Anne Frank - e successivamente a Auschwitz, dove morirono nelle camere a gas.

Su questa dolorosa vicenda famigliare nel 2017 Muller ha scritto un libro intitolato 'See You Tonight and Promise to Be a Good Boy' ('Ci vediamo stasera e promettimi di fare il bravo'), le ultime parole della mamma che lo lasciò in una scuola materna prima di essere arrestata dalle Waffen-SS.

Pur avendo espresso "rimpianto" 14 anni fa per il coinvolgimento diretto nell'Olocausto, le Ferrovie statali olandesi hanno sempre respinto l'idea di un risarcimento, almeno fino all'azione legale intentata da Muller, e portata avanti dal noto avvocato per i diritti umani, Liesbeth Zegveld.

Durante la Seconda Guerra mondiale, il regime nazista pago' alle ferrovie olandesi l'equivalente di 2,2 milioni di sterline odierne (circa 2,45 milioni di euro) per il trasporto di 102 mila ebrei in campi di concentramento in tutta Europa. L'ultimo treno partì il 13 settembre 1944, poco prima di uno sciopero di buona parte dei dipendenti della NS in un tentativo di accelerare la fine dell'occupazione tedesca. Nel 2014, per la stessa responsabilità la società ferroviaria francese 'Sncf' ha versato un risarcimento di circa 44 milioni di euro a 76 mila ebrei trasportati nei campi di sterminio.



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