La difficile relazione tra i governi di Parigi e Roma, da Bardonecchia ai gilet gialli

La polemica sulla Francia colonizzatrice è solo l'ultimo degli episodi di tensione tra Italia e Francia. Nell'ordine, tutti i momenti critici dall'insediamento del governo giallo-verde 

La difficile relazione tra i governi di Parigi e Roma, da Bardonecchia ai gilet gialli 
 (Afp)
  Giuseppe Conte e Emmanuel Macron 

Le parole del vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, sulla Francia "colonizzatrice" che "impoverisce l'Africa" hanno generato una polemica con Parigi e la convocazione al Quai d'Orsay dell'ambasciatore italiano Teresa Castaldo. Ma è solo l'ultimo episodio della relazione tempestosa tra l'Eliseo di Emmanuel Macron e il governo giallo-verde. Di seguito i 'casi' più salienti.

30 marzo 2018, l'irruzione dei doganieri a Bardonecchia 

Un gruppo di doganieri francesi fa irruzione in una sala della stazione di Bardonecchia, assegnata alla Ong Rainbow4Africa, per effettuare il test delle urine a un immigrato regolare fermato sul treno Parigi-Milano e sospettato di traffico di stupefacenti. A Torino la Procura apre un'inchiesta ma Parigi difende l'operato dei suoi doganieri, sottolineando che possono intervenire in territorio italiano in base a un accordo sugli uffici di confine del 1990. Bardonecchia, in Val di Susa, è al centro della rotta dei migranti che, abbandonata la via di Ventimiglia, tentano di raggiungere la Francia sfidando neve e gelo.

12 giugno 2018, Macron accusa il cinismo dell'Italia

Il presidente francese, Emmanuel Macron, denuncia "il cinismo e irresponsabilità" dell'Italia sul caso Aquarius, la nave che rimase bloccata per giorni nel Mediterraneo con 629 migranti a bordo prima di avere il via libera per sbarcare a Valencia. E il portavoce del partito En Marche, Gabriel Attal, definisce "vomitevole" la decisione del governo italiano di chiudere i porti. Parole sorprendenti per Palazzo Chigi: il vice premier Luigi Di Maio invita Parigi ad aprire i suoi porti mentre Matteo Salvini ricorda a Macron gli impegni presi, esortandolo ad accogliere i 9 mila migranti di cui aveva promesso che si sarebbe fatto carico. 

13 ottobre 2018, i gendarmi francesi abbandonano migranti in Italia

Gendarmi francesi a bordo di un furgone sconfinano in Val di Susa e abbandonano immigrati nei boschi tra Cesana a Claviere. Ne nasce un'aspra polemica tra Parigi e Roma: l'Eliseo parla di errore, denunciando allo stesso tempo una strumentalizzazione politica da parte delle autorità italiane.

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, rifiuta le scuse, definendola un'offesa senza precedenti e citando casi precedenti. In particolare, si riferisce a un episodio risalente al 2 agosto: due italiani di Claviere vengono avvicinati e controllati in territorio italiano da quattro uomini in tuta mimetica, verosimilmente francesi. Il 19 ottobre Salvini rilancia su Facebook un video in cui si vede un nuovo caso di sconfinamento: agenti della gendarmeria francese, con un camioncino, lasciano alcuni migranti a Claviere. Parigi si difende parlando di una prassi concordata tra la polizia francese e la polizia italiana e spiega che si tratta di un caso di respingimento alla frontiera di tre migranti provenienti dall'Italia senza documenti di viaggio.

Dicembre 2018, lo scontro sui gilet gialli 

Emmanuel Macron annuncia nuove misure per venire incontro alle richieste dei 'gilet gialli'. Non sfugge a Luigi Di Maio: "Secondo i nostri calcoli non si sposano con il deficit/Pil annunciato entro fine anno. La Francia dovrà per forza aumentare il deficit e si aprirà anche un caso Francia, se le regole valgono per tutti. Ma noi non lo speriamo".

Pochi giorni dopo il leader del M5s torna sul tema, tirando nuovamente in ballo la Francia e lo sforamento previsto della soglia del 3% nel rapporto deficit-Pil. "Non è sicuramente in linea con quello che l'Europa ci ha detto fino ad ora. L'Europa guarda ai diversi Paesi in maniera diversa".

8 gennaio 2018, l'appoggio politico di Di Maio ai gilet gialli

Di fronte alle proteste dei 'gilet gialli' che dilagano in tutta la Francia, il vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, scrive un post sul blog del Movimento 5 Stelle, esortandoli a non mollare e offre loro l'uso della piattaforma online Rousseau. Il leader del M5S esprime l'appoggio del suo partito al movimento anti-governativo francese, criticando le politiche del presidente Emmanuel Macron. Dalla Francia risponde la ministra francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, ricordando su Twitter che "la Francia si guarda bene dal dare lezioni all'Italia. Salvini e Di Maio imparino a fare pulizia in casa loro". 



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