AGI - Scossa di Trump all’Onu e all’Ue nel Palazzo di Vetro con alle spalle il marmo verde che ha attraversato l’Oceano Atlantico partendo dalla Valle d’Aosta. Mormorii, applausi (soprattutto quando il capo della Casa Bianca ha chiesto il rilascio degli ostaggi a Gaza) e un momento di leggerezza per la scala mobile bloccata e il gobbo che non funzionava.
Un intervento fiume, oltre un’ora, record di durata per un presidente americano all’Assemblea generale, molta politica interna in salsa Maga e un finale a tarallucci e vino: Gli Stati Uniti appoggiano totalmente le Nazioni Unite (“anche se in disaccordo su diverse questioni”) e “con il supporto dell’Europa” si può battere Putin. L’Italia, con Meloni e Tajani, dice sì al riconoscimento della Palestina ma a due condizioni: “Ostaggi liberi e via Hamas”. Ne parliamo con il nostro corrispondente da New York, Massimo Basile, e con la nostra inviata Susanna Bonini
Basile: "Trump (al palazzo dell'Onu) è stato duro quando ha toccato il tema del conflitto tra Russia e Ucraina.Non è che abbia detto delle cose nuove, però forse in un palcoscenico così (5:21) certo che assumono un valore ancora più importante. Lui ha ricordato che ha messo in rilevo il paradosso del fatto che i paesi europei stanno vivendo una situazione imbarazzante, perché stanno finanziando la guerra contro loro stessi. Il riferimento è all'acquisto di gas e di petrolio russo contro il quale Trump si è detto assolutamente contrario e ha ribadito in questo consenso internazionale la disponibilità ad avviare delle sanzioni durissime, a patto che però l'Europa smetta di acquistare. Questo è un discorso che si riduce a due, tre paesi, di cui due filorussi".
Bonini: "Riconoscere la Palestina sì, ma solo a due condizioni, quella di liberare immediatamente gli ostaggi israeliani che sono ancora nelle mani di Hamas e di escludere Hamas da qualsiasi processo politico nel futuro Stato palestinese.Queste sono le condizioni poste da Giorgia Meloni per un eventuale riconoscimento anche da parte italiana della Palestina. E così qui a New York, a margine dei lavori dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Giorgia Meloni dà anche una notizia, il centro-destra è pronto con una mozione sul riconoscimento. Una mozione, dice lei, che segue questo ragionamento, ovvero che non c'è alcuna preclusione né alcuni confronti di un futuro Stato palestinese, nella misura in cui si osserveranno due condizioni imprescindibili, il rilascio degli ostaggi e ovviamente la fine di Hamas, l'eliminazione di Hamas dalla Palestina".
"Meloni ha commentato il lungo discorso di Donald Trump al Parazzo di Vetro, è stato il suo primo, il primo del nuovo Presidente dell'amministrazione Trump alle Nazioni Unite, un discorso che ha suscitato molte polemiche per via degli attacchi di Trump non solo nei confronti degli ambientalisti e del climate change, ma anche dell'utilità e dell'efficacia delle organizzazioni multilaterali a partire dalle Nazioni Unite. - continua Bonini - Un discorso che però la Premier dice di aver apprezzato in molti passaggi e in modo particolare ha annunciato che anche lei coglierà degli spunti da quello che ha detto Trump, in modo particolare in vista di una riforma incisiva che possa ridare un ruolo di primo piano all'organizzazione delle Nazioni Unite".