La spinosa questione del Natale ortodosso

La spinosa questione del Natale ortodosso

AGI - Il Natale è finito, ma tra il 6 e il 7 gennaio lo festeggerà ancora il 12% dei cristiani del mondo: il Natale ortodosso è celebrato da circa 260 milioni di persone in tutto il mondo, sia nei Paesi a maggioranza ortodossa dell'Europa orientale, come Russia e Grecia, sia nelle comunità in Etiopia ed Egitto.

Ogni anno, i cristiani ortodossi celebrano la Vigilia e il Natale il 6 e 7 gennaio, seguendo il calendario giuliano 'in ritardo' di 13 giorni rispetto a quello gregoriano. La Chiesa ortodossa russa è la più grande tra quelle ortodosse orientali e conta circa 100 milioni di fedeli dentro e fuori i confini della Federazione.

Le annose tensioni tra Mosca e Kiev, deflagrate a febbraio nell'invasione russa dell'Ucraina, hanno acuito anche la 'disputa' sul Natale. Gli ortodossi ucraini hanno sempre celebrato la nascita di Cristo il 7 gennaio, ma per alcuni la tradizione sta cambiando: nell'autunno scorso, i vertici della Chiesa ortodossa ucraina autocefala e della Chiesa greco-cattolica - unite dalla tradizione rituale pur nella diversa obbedienza giurisdizionale: una a Costantinopoli e l'altra a Roma - hanno sancito l'intenzione di armonizzare i propri calendari aprendo il processo per spostare il Natale al 25 dicembre.