Questa frase sui campi di concentramento ha messo nei guai la Ocasio-Cortez

Il paragone con quello che sta succedendo al confine del Messico ha generato molto dibattito in rete. Molte le critiche ricevute dalla giovane democratica che ha incassato, però, anche diversi messaggi di sostegno

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Il paragone tra i campi di concentramenti nazisti e quelli di detenzione degli immigrati clandestini ha riportato la giovane democratica Alexandria Ocasio-Cortez al centro del dibattito politico. Le è bastato dire, durante una diretta Instagram con i suoi followers, che il governo americano stava riproponendo i "campi di concentramento" al confine con il Messico, per scatenare le polemiche e aprire un fronte con i repubblicani e gli ebrei.

"È ciò che sono: campi di concentramento", ha ribadito la giovane democratica. La Fox News, vicina al presidente Trump, ha rilanciato subito la notizia, associando la definizione della democratica all'Olocausto, denunciando la "banalizzazione della tragedia dei sei milioni di ebrei che in quei campi erano morti". Il Consiglio delle relazioni delle comunità ebraiche ha scritto una lettera indirizzata a Ocasio-Cortez in cui ha definito "disgustante" il paragone con i campi nazisti.

Ma non tutti la pensano così: dal punto di vista storico, la sua definizione è apparsa a molti corretta, separata da quella di Olocausto. Molti democratici hanno appoggiato Ocasio-Cortez, dicendo che "non era una iperbole", mentre esponenti della comunità ebrea hanno voluto ricordare su Twitter che i "campi di concentramento" erano campi dove le persone venivano detenute senza aver subito un processo, proprio quello che sta succedendo al confine degli Stati Uniti.

 

 

"La storia di Auschwitz - ha twittato l'Auschwitz Memorial - è molto più complicata della somma di due funzioni: è stato un campo di concentramento e, dal marzo '42, un centro di sterminio". Ma anche il senatore ebreo Brian Schatz, si è schierato con la giovane parlamentare: "Ogni ebreo americano che conosco è disgustato dal trattamento riservato ai bambini e alle loro famiglie al confine sud. Se volete essere solidali con gli ebrei, aiutateci a fermare tutto questo".

"Una delle lezioni dell'Olocausto - ha scritto il collega di partito della Ocasio-Cortez, Jerry Nadler - è 'mai piu'', non solo per lo sterminio di massa, ma per la disumanizzazione delle persone e per la violazione dei diritti base". Unica voce fredda tra i democratici quella della Speaker della Camera, Nancy Pelosi che ha tagliato corto: "Non sono aggiornata sulle dichiarazioni della giovane parlamentare, e non ho avuto modo di parlarne con lei".



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