AGI - L'affluenza alle urne negli Stati Uniti è in forte aumento rispetto alle ultime elezioni di metà mandato, in cui gli americani eleggono il nuovo Congresso federale, oltre alle cariche locali.
In Texas, il voto anticipato è aumentato del 74% rispetto al 2022. In Kansas è più che raddoppiato. Anche Maine, North Carolina e Ohio hanno registrato incrementi superiori al 30% nel voto anticipato di persona e per posta rispetto allo stesso momento del 2022.
Il ritorno dell'entusiasmo degli elettori
I dati indicano un ritorno dell'entusiasmo tra gli elettori, che sentono come questa tornata, che vedrà il culmine nell'Election Day del 3 novembre, possa dare una svolta.
Secondo molti analisti, l'affluenza potrebbe essere un segnale positivo per i democratici, ma le sorprese non sono mai mancate. Anche nel 2024 si era registrato un incremento ai seggi in molti Stati, ma il risultato alla fine aveva premiato Donald Trump.
Le difficoltà economiche pesano sul voto
Rispetto a due anni fa, però, ci sono le condizioni di milioni di americani, fiaccati dall'impennata dei prezzi, dall'aumento del costo del carburante, che in alcuni Stati è cresciuto del 70 per cento rispetto a un anno fa, e anche dal coinvolgimento in una guerra.
A livello nazionale, sono già state espresse 29,4 milioni di preferenze attraverso il voto per posta e quello anticipato di persona, contro i 15 milioni registrati nello stesso momento del 2022. L'aumento riflette anche il fatto che alcuni Stati hanno ampliato le possibilità di votare in anticipo e che altri hanno reso disponibili maggiori quantità di dati rispetto alle precedenti elezioni di metà mandato.
Un quadro politico ribaltato rispetto al 2022
Le elezioni di midterm tendono tradizionalmente a favorire il partito che non è al potere a Washington. Con i repubblicani alla guida di entrambe le Camere del Congresso e della Casa Bianca, il quadro è nettamente diverso da quello del 2022, quando erano i democratici a governare.
Attualmente i repubblicani detengono una maggioranza di 53 seggi contro 47 al Senato, ma nelle ultime settimane i sondaggisti hanno dato i progressisti in rimonta in molti Stati, anche quelli per tradizione conservatori come il Mississippi.
Texas e Kansas sotto osservazione
Non a caso Trump, nel suo instancabile tour elettorale, ha fatto tappa anche nello Stato del Sud ed è andato più volte in Texas, altro Stato di tradizione repubblicana ma che il 3 novembre rischia di registrare uno storico sorpasso. In gara ci sono il democratico James Talarico e l'anziano procuratore federale del Texas Ken Paxton. Il movimento dei fondi destinati a finanziare le campagne elettorali viene considerato un termometro delle valutazioni che fanno i partiti al loro interno.
All'inizio del mese, i repubblicani hanno ridotto le spese in una corsa al Senato in North Carolina, un tempo considerata competitiva, e hanno destinato quasi 12 milioni di dollari al Kansas, uno Stato in cui Trump aveva vinto con 16 punti di vantaggio nel 2024, per sostenere il senatore repubblicano Roger Marshall contro il democratico Adam Hamilton.
Secondo gli analisti, il trasferimento di risorse economiche indica che una corsa viene considerata a rischio. Già considerare il Kansas non sicuro rappresenta un fatto notevole.
L'Ohio verso una campagna da mezzo miliardo di dollari
In Ohio quest'anno sono in gioco numerose competizioni importanti a tutti i livelli, con sfide serrate per il Senato, la Camera dei rappresentanti e la carica di governatore. Secondo AdImpact, la spesa complessiva per la corsa al Senato in Ohio arriverà a sfiorare i 500 milioni di dollari.
La maggiore attenzione si riflette anche nei dati sul voto: fino a una settimana fa erano state depositate più di un milione di schede, il 30 per cento in più rispetto al 2022. In Ohio alcune norme elettorali sono cambiate dal 2022, tra cui l'eliminazione del periodo di tolleranza per la ricezione delle schede votate per posta, una modifica che obbliga gli elettori a rispedirle prima.
Maine, Michigan e Georgia
Nel Maine, dove la senatrice repubblicana Susan Collins, al quinto mandato, cerca la rielezione contro il democratico Troy Jackson, il numero di schede depositate quest'anno è aumentato del 39% rispetto alle due settimane precedenti il voto di metà mandato del 2022.
In Michigan e Georgia, due Stati in cui i democratici difendono seggi al Senato, il numero complessivo dei voti anticipati è elevato, ma in linea con quello di quattro anni fa. Entrambi gli Stati avevano battuto i propri record di affluenza alle elezioni di metà mandato nel 2022: in Michigan era in gioco il diritto all'aborto, mentre in Georgia si disputava una combattuta elezione per il Senato federale.
Il caso Iowa e il peso degli indipendenti
L'Iowa, che ha votato tre volte per Trump nelle elezioni presidenziali, presenta quest'anno sfide competitive per la carica di governatore, per il Senato e in tre dei suoi quattro distretti della Camera dei rappresentanti. In questo caso, però, l'affluenza anticipata nello Stato è risultata, una settimana fa, in crescita fino al 33 per cento rispetto allo stesso periodo di quattro anni fa.
Ma attenzione: mentre i voti anticipati degli elettori registrati come democratici sono aumentati del 23 per cento, quelli dei repubblicani sono cresciuti del 34. E gli indipendenti hanno registrato un aumento del 72 per cento.
Un dato che lascia aperti tutti gli scenari
Cosa significa? I democratici appaiono motivati, ma i repubblicani in questo Stato non sembrano da meno. I numeri del voto anticipato raccontano una partecipazione in forte crescita e un elettorato particolarmente mobilitato. Resta però da capire se l'affluenza record si tradurrà in un vantaggio per uno degli schieramenti o se, come già accaduto in passato, saranno gli elettori indipendenti a determinare l'esito finale delle elezioni.