AGI - Un tribunale messicano ha condannato tre uomini a 158 anni e nove mesi ciascuno per l'omicidio di due surfisti australiani e di un americano.
Il delitto è avvenuto il 27 aprile del 2024 a Ensenada, un paradiso del surf sulla costa pacifica del Messico, dove si è svolto il processo.
Chi erano le vittime
I fratelli australiani Jake e Callum Robinson, rispettivamente di 30 e 33 anni, e il loro amico americano Jack Carter Rhoad, 30 anni, sono stati uccisi durante una rapina. I tre furono aggrediti mentre campeggiavano in una zona isolata vicino a una spiaggia nei pressi di Ensenada, nello Stato della Bassa California.
I loro corpi furono ritrovati alcuni giorni dopo in un pozzo sulla sommità di una scogliera, con ferite da arma da fuoco alla testa.
Le responsabilità accertate dal tribunale
Il giudice Raul Hernandez aveva riconosciuto la settimana scorsa la premeditazione per i tre imputati messicani, identificati soltanto come Jesus Gerardo, Irineo Francisco e Angel Jesus.
Venerdì ha stabilito le pene, respingendo invece la richiesta della procura di un risarcimento superiore a 100mila dollari: eventuali indennizzi dovranno essere chiesti in sede civile.
Il dolore delle famiglie
"Non potrà mai esserci giustizia per la perdita di un figlio, ma siamo grati che questi uomini non possano più fare del male a nessuno", ha dichiarato Page, madre di Rhoad, dopo la sentenza. Le famiglie delle vittime hanno seguito l'udienza in videocollegamento.
I genitori dei fratelli Robinson erano arrivati dall'Australia per assistere al processo, durato un mese. "È difficile per un genitore perdere un figlio, e noi ne abbiamo persi due", aveva detto in aula il padre Martin. La madre Debra aveva raccontato che a ferirla maggiormente era la crudeltà con cui erano stati trattati nelle ultime ore di vita.
Il ruolo dell'ex fidanzata di uno degli imputati
L'ex fidanzata di Jesus Gerardo, accusato di aver guidato l'aggressione, era stata condannata a novembre a 20 anni di carcere.
La donna aveva ammesso di averlo istigato a rubare gli pneumatici del pick-up dei surfisti e aveva raccontato che l'uomo aveva deriso le loro suppliche di essere risparmiati, vantandosi degli oggetti sottratti.
Un caso che ha scosso il Messico
Ensenada è conosciuta come una meta accogliente per i surfisti, ma il brutale triplice omicidio ha ricordato quanto la violenza estrema resti diffusa in Messico.
L'unica spiegazione fornita dalle autorità è che i tre si fossero trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Furono uccisi appena 36 ore dopo aver attraversato il confine dagli Stati Uniti. I corpi vennero ritrovati soltanto una settimana dopo e identificati dai familiari.
L'indignazione internazionale
Il triplice omicidio aveva suscitato indignazione internazionale e scosso Ensenada, meta di appassionati di surf provenienti da tutto il mondo. La Bassa California è uno degli Stati più violenti del Messico, segnato dalla criminalità organizzata e dal narcotraffico, anche se le attività dei cartelli generalmente non coinvolgono i turisti.