AGI - In Albania si allarga la frattura tra il governo e i partiti di opposizione. Il primo ministro albanese, il socialista Edi Rama, ha attribuito all'opposizione conservatrice – e non al movimento studentesco – la responsabilità delle gravi proteste di ieri, che hanno devastato alcune zone del centro di Tirana, tra cui le sedi di due ministeri.
La tensione in Albania rimane alta con scontri tra manifestanti e polizia che si sono verificati anche nella giornata di oggi, giovedì 15 ottobre. Si tratta del terzo giorno di proteste.
Terzo giorno di proteste in Albania
Mentre il primo ministro Edi Rama compiva un sopralluogo tra i danni causati dalle proteste anche in diversi edifici governativi, la polizia ha fatto ricorso a gas lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti che stavano marciando lungo alcune arterie principali della capitale.
I manifestanti chiedono le dimissioni di Rama e un maggiore sostegno agli studenti del Paese, lamentando le precarie condizioni delle università e le elevate tasse universitarie. Tra martedì e mercoledì, Tirana è stata teatro di ore di violenti scontri tra forze dell'ordine e manifestanti.
Quando le proteste sono riprese questa mattina, la polizia ha respinto la folla che tentava di avvicinarsi al Ministero dell'Istruzione. Oggi Rama aveva in programma un incontro con il gruppo parlamentare del suo partito e nel frattempo i gruppi di protesta hanno diffuso un "ultimatum" in cui chiedono le sue dimissioni entro le 13.
Sulla sua pagina Facebook, Rama ha pubblicato un video che lo ritrae mentre visita i resti carbonizzati di un ufficio all'interno di un campus universitario a Tirana. "Fino a ieri, questo era l'ufficio del College d'Europa, la scuola di un'Europa unita", dice attribuendo la responsabilità delle violenze durante le manifestazioni ad esponenti dell'opposizione "Oggi, ciò che resta sono le rovine lasciate da mani che non sono, e non potranno mai essere, mani di studenti".
Nel frattempo, in diverse altre città albanesi, gli studenti universitari hanno boicottato le lezioni. A Scutari, gli studenti della facoltà di lingue straniere si sono radunati davanti al rettorato. Nella città meridionale di Coriza, i media locali hanno accusato alcuni studenti di aver infranto le vetrate di una scuola superiore.
Fiamme e dis
In un video registrato all'interno del College d'Europa a Tirana – un'istituzione universitaria europea – il primo ministro ha dichiarato di essere pronto a dialogare con gli studenti per trovare soluzioni alle loro richieste.
Rama accusa l'opposizione
Allo stesso tempo, ha accusato l'opposizione di tentare di ostacolare il percorso dell'Albania verso l'Unione europea. "Questa distruzione è opera di mani che non sono, e non possono essere, quelle degli studenti. Gli studenti rappresentano il futuro, sono coloro che guardano avanti. Gli studenti sono i benvenuti e noi siamo sempre pronti a sederci con loro per discutere, confrontarci e fornire soluzioni ai problemi che lo richiedono", ha affermato Rama.
"Queste sono le mani di chi cerca di far cadere l'Albania ogni volta che prova ad andare avanti. Appartengono a un'opposizione che, accecata e attraverso il fuoco e il sangue, mira a trascinare l'Albania indietro, verso un punto da cui non si può più tornare". "Supereremo insieme queste ore difficili, perché l'Albania continuerà a progredire nel suo cammino verso l'Europa. Chiunque creda che la giustizia sia irraggiungibile si sbaglia. Tutti i responsabili di questo caos ne pagheranno le conseguenze, perché l'Albania non tornerà mai indietro", ha concluso il primo ministro.
Scontri a Tirana
Ieri a Tirana centinaia di manifestanti si sono scontrati con circa 2.000 agenti in tenuta antisommossa, dopo aver appiccato il fuoco a diversi edifici pubblici, tra cui i ministeri dell'Istruzione e delle Finanze.
Inoltre, numerosi esercizi commerciali e altre strutture pubbliche e governative nella capitale albanese sono stati devastati. Secondo l'emittente pubblica RTSH, 65 manifestanti sono stati arrestati, mentre 51 agenti di polizia sono rimasti feriti.
I manifestanti chiedono le dimissioni del premier
I manifestanti – un gruppo che comprendeva molti studenti e altri attivisti – hanno chiesto le dimissioni di Rama. Le proteste sono iniziate per chiedere miglioramenti al sistema educativo e contro l'elevato costo della vita che gli studenti devono affrontare soprattutto nella capitale. Ma anche esasperati dal degrado delle strutture scolastiche, dalla carenza di aiuti economici e le limitate opportunità lavorative al termine del percorso di studi.