AGI - La Russia non intende concedere all'Ucraina una pausa sul campo di battaglia. Lo ha chiarito il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che su Zelensky ha aggiunto: "Non credo che meriti una tregua". Il Cremlino ha replicato di volere una pace duratura e si è rifiutato di dire se la tregua sulle infrastrutture energetiche annunciata da Donald Trump sia in vigore. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che l'Ucraina "risponderà" se Mosca non rispetterà una tregua energetica questo inverno: "Questo inverno, se la Russia non accetterà un cessate il fuoco energetico, noi risponderemo". Lo ha affermato in videoconferenza a un forum sulla sicurezza a Varsavia, dopo l'annuncio inatteso del presidente statunitense di un "cessate il fuoco" sulle infrastrutture energetiche tra Kiev e Mosca.
Il sarcasmo del Cremlino sulla tregua
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha risposto alla proposta di una tregua di 60 giorni avanzata da Zelensky dicendo che Mosca vuole una pace duratura e "per quella siamo disposti a fare di tutto". Sulla tregua energetica annunciata unilateralmente da Donald Trump, la presidenza russa si è rifiutata di dire se sia in vigore. "I contatti continuano. Non appena avremo qualcosa da dire a riguardo, non mancheremo di informarvi", ha dichiarato Peskov durante la sua conferenza stampa.
Peskov ha poi affermato che, se Zelensky convocasse elezioni in Ucraina, la Russia decreterebbe una tregua per quel giorno: "Se Kiev vuole davvero tenere le elezioni, il presidente russo (Vladimir Putin) sarà pronto a ordinare la cessazione degli attacchi contro l'Ucraina il giorno del voto". Il portavoce ha anche assicurato che la Russia non vuole una spaccatura tra Stati Uniti e Unione europea sulla guerra in Ucraina e che Mosca "si aspetta misure efficaci e decisioni responsabili per contribuire a raggiungere una soluzione pacifica".
La posizione dell'Unione europea
La portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, ha detto nel briefing quotidiano con la stampa: "Purtroppo non sappiamo altro su questo cessate il fuoco, se non che c'è stato questo annuncio". Pinho ha aggiunto: "Da parte dell'Ucraina, il presidente Zelensky ha chiaramente affermato di essere pronto a impegnarsi in un simile cessate il fuoco. Ora avremmo bisogno dello stesso segnale dalla Russia, ma purtroppo non lo riceviamo".
La ministra degli Esteri della Svezia, Maria Malmer Stenergard, è arrivata invece al Consiglio Esteri a Lussemburgo mostrando un cartello sull'utilizzo dei frozen asset per sostenere l'Ucraina, alla vigilia del quinto inverno in conflitto. "È ora di scongelare i beni congelati. Vogliamo vedere proposte concrete entro i prossimi mesi, proposte che non impongano rischi sproporzionati ad alcuni Stati membri", ha detto, aggiungendo: "dobbiamo aumentare il sostegno all'Ucraina, e dobbiamo farlo ora".
"Nel novembre dello scorso anno, ho portato un cartello che mostrava come il sostegno netto all'Ucraina da parte dei paesi dell'UE fosse inferiore alle importazioni totali dei paesi dell'UE dalla Russia - ha spiegato - ora ho aggiornato questo cartello e c'è stato un leggero miglioramento, ma il nostro sostegno netto è ancora negativo, come potete vedere qui. Se utilizzassimo i beni congelati raddoppieremmo quasi il nostro sostegno totale dall'invasione su vasta scala dell'Ucraina. Sarebbe una svolta decisiva, ed è proprio ciò di cui l'Ucraina ha bisogno".
L'intervento di Tusk a Varsavia
Al Forum sulla sicurezza di Varsavia il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha dichiarato che l'Ucraina sta lottando per la sua "sopravvivenza", mentre la Russia lotta per il "dominio": "Se l'Ucraina combatte, combatte per la sopravvivenza; la Russia combatte per il dominio". Tusk ha esortato "l'intero Occidente" a mostrarsi più fermo nei confronti della Russia di Vladimir Putin: "È il momento in cui l'intero Occidente - Europa e Stati Uniti - deve dimostrare alla Russia e a Putin la propria determinazione nel perseguire una politica di contenimento della Russia con mezzi ancora più fermi", riferendosi alla politica delle sanzioni.