AGI - I vertici delle aziende di intelligenza artificiale e del settore tecnologico sono arrivati alla Casa Bianca per incontrare Donald Trump, fervente sostenitore del rapido sviluppo di una tecnologia che desta preoccupazione in un numero sempre maggiore di esperti. Diversi incidenti di sicurezza degli ultimi mesi e i cupi avvertimenti sui rischi corsi dall'umanità hanno trasformato l'IA in un tema della campagna elettorale in vista delle elezioni di mid-term del 3 novembre.
Secondo un sondaggio pubblicato dalla Cnn, l'82% degli americani si dichiara "preoccupato" per il ritmo di sviluppo dell'IA, una posizione in netto contrasto con l'ottimismo mostrato dal presidente americano, contrario a qualsiasi regolamentazione vincolante. Per i Repubblicani, questo divario si rivela scomodo in vista delle elezioni di metà mandato, che potrebbero costare al partito conservatore il controllo del Congresso.
Chi siede al tavolo con Trump
Mike Johnson, leader dei conservatori alla Camera dei Rappresentanti, è il promotore di questo importante incontro alla Casa Bianca che vede tra i partecipanti Dario Amodei (Anthropic), Jensen Huang (Nvidia), Mark Zuckerberg (Meta) e Jeff Bezos (Amazon). Intervenendo sull'emittente Cnbc, Johnson ha sostenuto la necessità di trovare "il giusto equilibrio" tra sicurezza e l'obiettivo di rendere gli Stati Uniti leader nell'IA, auspicando una supervisione parlamentare limitata.
Al pranzo alla Casa Bianca sono attesi anche Sundar Pichai (Google), il presidente di OpenAI Greg Brockman ed Elon Musk (X, Tesla, SpaceX), oltre a David Sacks, investitore ed ex consigliere speciale di Donald Trump per l'IA. Tra i 31 commensali figurano due donne: Susie Wiles, capo dello staff di Donald Trump, e Lisa Su, numero uno di AMD.
Trump e la "super intelligenza"
Elon Musk è a Washington anche per il lancio di un nuovo sito web che, grazie all'IA, centralizza i vari servizi del governo federale. Donald Trump ha colto l'occasione del lancio per elogiare una tecnologia da lui ribattezzata "super intelligenza". L'IA "avra' essenzialmente buoni utilizzi e porremo fine agli usi impropri", ha assicurato, aggiungendo che gli Stati Uniti non "cedono alla paura" di fronte alle nuove tecnologie.
Gli allarmi dal settore
OpenAI ha lanciato un nuovo modello più economico, dopo averne scartato uno ritenuto troppo rischioso e Anthropic, sviluppatore del modello Claude, ha ribadito nel suo prospetto per la quotazione in borsa che le sue tecnologie di IA potrebbero comportare "rischi esistenziali per l'umanita'". L'appello di Dario Amodei a metà settembre per un rallentamento del ritmo di sviluppo è stato duramente criticato, sia dai repubblicani che da altri ambienti, nonostante avesse ricevuto il sostegno di Sam Altman (OpenAI), Demis Hassabis (Google DeepMind), Elon Musk e Satya Nadella (Microsoft).
"Se pensano di aver perso il controllo (sulla propria IA), allora non lancino prodotti finche' non saranno sotto controllo", ha affermato la scorsa settimana Jensen Huang, numero uno del colosso americano dei chip Nvidia, secondo il quale la sicurezza dell'IA è innanzitutto un problema tecnico risolvibile con strumenti migliori. "Bisogna almeno avere un piano e delle misure di salvaguardia", ha dichiarato il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, che pur auspicando una regolamentazione "leggera" ha detto che Donald Trump non è "irremovibile nella sua posizione" di ostilità verso la supervisione dell'IA.
I due fronti dell'IA
All'interno dello stesso microcosmo dell'IA si sono formati due schieramenti. Il primo, che vede protagonisti Dario Amodei, Sam Altman e Demis Hassabis, si appella alla politica affinché faccia ordine in questa corsa frenetica. Il secondo, vicino a Donald Trump e che annovera figure come Jensen Huang e Mark Zuckerberg, accusa tali aziende di voler eludere le proprie responsabilità, in particolare per ottenere un'esenzione da eventuali conseguenze in caso di malfunzionamento di un'IA.