AGI - Il Tennessee ha programmato per mercoledì 30 settembre l'esecuzione di Christa Pike, che diventerebbe così la prima donna a essere giustiziata in questo Stato americano in oltre 200 anni. Infatti è dal 1819 che nel Tennessee non viene giustiziata una donna e questa sarà la prima esecuzione femminile nello Stato dopo oltre due secoli.
Pike è stata condannata nel 1996 per l'omicidio di Colleen Slemmer commesso in una zona isolata del campus di agraria dell'Università del Tennessee con la complicità del fidanzato, Tadaryl Shipp, e di un'amica, ma è stata l'unica a essere condannata a morte.
Il delitto nel 1996
Shipp, che all'epoca aveva 17 anni ed era tutelato dalla legge contro la pena capitale, è stato condannato all'ergastolo. Slemmer fu torturata e uccisa brutalmente con un'arma da taglio quando Pike aveva 18 anni. "Rivivo questa esecuzione ogni giorno nel mio cuore", ha dichiarato la condannata in una registrazione audio inedita diffusa dai suoi avvocati al New York Times. "Qualunque cosa accada il 30 settembre, questo non sarà più il mio inferno", ha detto Pike al quotidiano.
I dubbi sull'esecuzione capitale
Alcuni esperti mettono in dubbio che Pike verrebbe condannata a morte se processata oggi, dato che le negligenze e gli abusi sessuali e fisici subiti durante l'infanzia non furono presentati al processo un fattore che le organizzazioni per i diritti umani esortano ora giudici e giurie a prendere in considerazione al momento della sentenza. "Molte cose sono cambiate", ha dichiarato al Times Robin Maher, direttrice esecutiva del Death Penalty Information Center.
La condizione psichiatrica
All'inizio di settembre, alcuni esperti dell'Onu hanno chiesto alle autorità statunitensi e del Tennessee di sospendere "immediatamente" l'esecuzione e di commutare la pena di Pike, sottolineando gli abusi subiti nell'infanzia e le sofferenze fisiche e psicologiche patite nel braccio della morte. Mentre attendeva l'esecuzione in isolamento, alla donna sono stati diagnosticati un disturbo bipolare e uno da stress post-traumatico: condizioni che, secondo i suoi avvocati, hanno influito sul suo stato mentale al momento dell'omicidio. Nel frattempo, Amnesty International ha lanciato una petizione per esortare il governatore dello Stato, Bill Lee, a bloccare l'esecuzione e a concedere la grazia alla donna.