AGI - Banane che restano gialle più a lungo anche dopo essere state sbucciate e tagliate, senza perdere gusto e consistenza. È il risultato ottenuto dalla società britannica di biotecnologie agricole Tropic, che ha sviluppato una nuova varietà attraverso tecniche di editing genetico e ha ora superato uno dei principali passaggi regolatori necessari per arrivare sul mercato britannico. Lo riporta il Guardian provando a raccontare quali siano le implicazioni per il mercato ma anche per la scienza.
Il Dipartimento britannico per l'Ambiente, l'Alimentazione e gli Affari rurali ha riconosciuto nei giorni scorsi alla nuova banana lo status di prodotto ottenuto tramite "precision breeding", cioè mediante modifiche genetiche che, secondo la normativa inglese, avrebbero potuto essere ottenute anche attraverso metodi tradizionali di selezione. Insomma, non c'è nulla di troppo invasivo, almeno per la legge.
Questo però non significa, almeno per ora, che il frutto possa essere già venduto nei supermercati. Per arrivare sugli scaffali, e quindi a disposizione degli utenti, servirà infatti anche la valutazione della Food Standards Agency, che dovrà esaminare il prodotto sotto il profilo della sicurezza alimentare. Al momento nessun organismo ottenuto tramite questo processo ha ancora ricevuto l'autorizzazione definitiva alla vendita alimentare in Inghilterra.
Gene-edited bananas that don’t go brown could hit UK supermarkets https://t.co/AOFsrdhIwF
— #TheRebelDemocrat (@ejnyamogo) September 28, 2026
Le azioni di Tropic sulle banane
A sviluppare la banana, come detto, è Tropic, azienda con sede a Norwich. I ricercatori hanno utilizzato la tecnologia Crispr-Cas9 per intervenire su un gene coinvolto nella produzione della polifenolossidasi, o PPO, un enzima che contribuisce all'imbrunimento della polpa dopo il taglio o l'esposizione all'aria. Il risultato, sostiene l'azienda, è una banana che mantiene più a lungo il colore giallo e l'aspetto fresco dopo essere stata sbucciata. Secondo l'amministratore delegato Gilad Gershon, la polpa resiste all'imbrunimento per uno o due giorni in più rispetto alle banane convenzionali e anche più a lungo se conservata al fresco.
La modifica, almeno secondo l'azienda, non dovrebbe alterare gusto, consistenza o aroma del frutto. L'obiettivo è soprattutto aumentare la durata commerciale delle banane e renderle più adatte a prodotti già preparati, come macedonie, vasetti per la colazione o confezioni di frutta tagliata. Allungarle la vita e concederle nuovi possibili futuri.
Contro lo spreco alimentare delle banane
Il progetto punta anche a ridurre uno dei problemi maggiori legati alla filiera della banana: lo spreco alimentare. Il frutto, come sappiamo, è particolarmente deperibile e anche piccole macchie o segni sulla buccia possono spingere consumatori e distributori a scartarlo quando è ancora commestibile. Secondo le stime della stessa Tropic, prolungare la conservazione potrebbe ridurre di oltre il 25% gli sprechi e le emissioni equivalenti di anidride carbonica lungo la catena di approvvigionamento.
L'azienda stima un potenziale taglio superiore a nove milioni di tonnellate di CO2 equivalente ogni anno nel solo mercato globale delle banane destinate all'esportazione. Si tratta, tuttavia, di proiezioni fornite dalla società e non ancora di risultati misurati su larga scala. Lo spreco di banane è da tempo un problema anche nel Regno Unito. Precedenti studi condotti dall'organizzazione britannica Wrap hanno mostrato che ogni giorno nelle case britanniche viene gettato un numero molto elevato di banane ancora commestibili, spesso per semplici ammaccature o macchie sulla buccia.
L'iter delle banane geneticamente modificate
La banana di Tropic non parte comunque da zero sul piano internazionale. L'azienda ha già ottenuto autorizzazioni regolatorie in diversi Paesi, tra cui Giappone e Brasile, e sostiene che il prodotto sia stato approvato complessivamente in dieci mercati. In Brasile è stata autorizzata anche la coltivazione, mentre la produzione è già iniziata in America Latina. La tecnica utilizzata rientra nella più ampia corsa all'impiego del gene editing in agricoltura. Crispr è già stato sperimentato per sviluppare colture più resistenti alle malattie, fragole più dolci e pomodori con caratteristiche nutrizionali o agronomiche modificate.
Nel Regno Unito le nuove norme sul' precision breeding', ricorda il Guardian, sono entrate in vigore nel 2025 e si applicano all'Inghilterra. La distinzione rispetto agli organismi geneticamente modificati tradizionali è centrale nella normativa: nei prodotti ottenuti in questo modo non viene introdotto materiale genetico proveniente da specie non imparentate e le modifiche devono poter essere considerate equivalenti a quelle ottenibili con tecniche convenzionali di selezione. Per le banane anti-imbrunimento resta ora il passaggio decisivo davanti alla Food Standards Agency. Solo dopo il via libera dell'autorità alimentare britannica si potrà sapere quando, e se, queste banane potranno davvero arrivare nei supermercati.