AGI - Respinto in Svizzera il referendum che proponeva di irrigidire le condizioni della neutralità del Paese. I "no" sono stati il 70,15% e hanno prevalso in tutti i Cantoni della confederazione. Lo riportano i media svizzeri.
Il referendum, proposto dal partito euroscettico e nazionalista Unione Democratica di Centro, che ha vinto le ultime elezioni, proponeva una definizione più restrittiva della neutralità svizzera, che avrebbe ridotto la capacità del governo di sanzionare paesi come la Russia. Nessuno dei 26 cantoni si è espresso a favore. L'affluenza alle urne è stata del 47%.
Bocciata in Svizzera anche l'iniziativa sulla sicurezza alimentare
Anche l'iniziativa sulla sicurezza alimentare, volta a rafforzare l'autosufficienza della Svizzera nella produzione alimentare, è stata sonoramente bocciata dagli elettori svizzeri con il 72,5% degli elettori che si è espresso contro. La proposta mirava ad aumentare l'autosufficienza alimentare svizzera dal 46% al 70% in un decennio, promuovendo la coltivazione e il consumo interno di alimenti di origine vegetale.
La proposta sulla neutralità
Gli svizzeri hanno così bocciato la proposta dell'estrema destra per rafforzare la tradizionale neutralità del paese. Il testo, proposto dal movimento Pro Svizzera, chiedeva che la Costituzione garantisse che la neutralità svizzera fosse "armata e perpetua". Questo avrebbe impedito alla Svizzera, la cui neutralità risale al 1516 ed è riconosciuta a livello internazionale dal 1815, di stabilire legami più stretti con la Nato ed avrebbe escluso qualsiasi alleanza militare se non in caso di attacco al paese. Inoltre avrebbe vietato, in caso di approvazione, l'imposizione di sanzioni a meno che non fosse richiesto dalle Nazioni Unite.
Le critiche del governo e del Parlamento
La nuova normativa proposta nel referendum, bollata dai critici come filorussa, è stata contrastata sia dal governo sia dal parlamento svizzeri perché, questa la loro tesi, limitava lo spazio di manovra del paese in un momento di tensioni geopolitiche in crescita. "La neutralità è sempre stata applicata con un certo grado di flessibilità", aveva ricordato il ministro svizzero degli Esteri Ignazio Cassis durante un recente dibattito televisivo. Sebbene la Svizzera non abbia intenzione di revocare il divieto di vendita di armi a paesi in conflitto, compresa l'Ucraina, la "neutralità non significa indifferenza", aveva insistito il ministro.
I partiti contrari al referendum
Quasi tutti i principali partiti politici avevano annunciato il voto contrario al referendum, tranne il Partito Popolare Svizzero (Svp), di estrema destra.