AGI - Aumento dei costi dei voli da e per l'Iran, ma anche rischi per l'approvvigionamento di materiale medico sono alcuni degli effetti più immediati che avranno sulla popolazione le ultime sanzioni statunitensi contro il settore dell'aviazione civile della Repubblica islamica.
L'annuncio di Bessent
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha annunciato che, a partire da oggi, le sanzioni americane escluderanno le compagnie aeree iraniane dalle operazioni internazionali, avvertendo le aziende straniere di non fornire loro carburante, servizi a terra o vendita di biglietti, pena la loro esclusione dal sistema del dollaro. L'avvertimento di per se' non comporta la chiusura dello spazio aereo straniero agli aerei iraniani, ma aumenta il rischio di sanzioni americane per le aziende e le istituzioni finanziarie che continuano a intrattenere rapporti commerciali con vettori sanzionati. L'impatto pratico dipenderà da come reagiranno i governi, gli aeroporti e i fornitori di servizi.
Sempre meno aerei nello spazio iraniano
Dall'inizio della guerra con Usa e Israele, la maggior parte delle compagnie aeree straniere ha evitato lo spazio aereo iraniano. Rispetto al 2025, la capacita' aerea internazionale del Paese, ad agosto, era già diminuita del 49%. Inoltre il settore dell'aviazione civile della Repubblica islamica era già stato colpito dal pacchetto di sanzioni varato dal dipartimento del Tesoro americano l'8 settembre, che ha colpito tutte le compagnie aeree iraniane e anche tre società con sede in Turchia accusate di fornire servizi alla compagnia Mahan Air. Il Tesoro ha descritto i 27 vettori sanzionati come le restanti compagnie aeree iraniane non ancora incluse nelle sanzioni statunitensi.
Per questo, nell'ambito della campagna dell'amministrazione americana per aumentare la pressione sull'economia iraniana, ora nel mirino sono finiti scali e società straniere che ancora sostenevano l'operatività dell'aviazione civile iraniana. Gli aeroporti più direttamente interessati sarebbero, quindi, gli scali esteri che accolgono compagnie aeree iraniane, in particolare Istanbul, Najaf, Baghdad, Dubai, New Delhi, Lahore, Pechino, Shanghai, Guangzhou, Shenzhen e Phuket. L'impatto si estenderebbe anche alle zone in cui le compagnie della Repubblica islamica dipendono da infrastrutture locali per il rifornimento di carburante, i servizi di assistenza a terra e la vendita dei biglietti.
L'Autorità per l'Aviazione Civile iraniana ha comunicato che da questa mattina Iraq e Oman non accoglieranno più voli provenienti dalla Repubblica islamica. Teheran sta lavorando per reindirizzare i voli verso l'Iraq attraverso un altro aeroporto. Sono stati sospesi con effetto immediato anche i voli delle compagnie aeree iraniane verso il vicino Azerbaigian, come ha riferito il quotidiano Shargh citando la Azerbaijan Airlines. La Cina - che ha bollato come "illegali" le nuove sanzioni americane - ha, invece, accolto a Guangzhou un volo della Mahan Air. Probabile che alle pressioni di Washington non si piegheranno neppure Russia e Pakistan.
Le principali compagnie aeree che operano al di fuori dell'Iran sono Mahan Air, la compagnia di bandiera iraniana Iran Air e Qeshm Air. Mahan Air vanta la rete internazionale più estesa tra le compagnie aeree iraniane: vola su Cina, India, Iraq, Pakistan, Thailandia ed Emirati Arabi Uniti, oltre ai servizi, ora sospesi, per Turchia e Oman. Iran Air, la compagnia di bandiera, un tempo vantava una vasta rete europea, di fatto scomparsa a causa di precedenti sanzioni e delle interruzioni causate dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
L'impatto delle sanzioni sulla popolazione
Le nuove misure punitive rischiano di avere un grave impatto sulla vita della popolazione: gli analisti prevedono un aumento dei prezzi dei biglietti in un contesto di declino economico e di svalutazione della valuta locale e si temono le conseguenze sulle catene di approvvigionamento per le forniture mediche. L'Iran soddisfa la maggior parte del suo fabbisogno di prodotti farmaceutici e medicali a livello nazionale, tuttavia, spiega l'analista Esfandyar Batmanghelidj, nessun Paese può essere autosufficiente e persino la produzione interna di prodotti farmaceutici e medicali richiede all'Iran di importare una vasta gamma di materie prime e macchinari e oltre il 60% delle importazioni farmaceutiche arriva in Iran via aerea.