AGI - L’azienda di food delivery DoorDash pagherà 131,5 milioni di dollari per chiudere l’indagine del governo della città di New York, che l’accusava di aver sottopagato o ritardato i pagamenti ai propri lavoratori.
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha definito l’accordo «la più grande azione di tutela del lavoro mai intrapresa dalla città».
Le accuse su mance e compensi
L’accordo è stato raggiunto quasi otto mesi dopo che il Dipartimento di New York per la tutela dei consumatori e dei lavoratori aveva accusato DoorDash e la rivale Uber Eats di aver ideato «trucchi di progettazione» per privare i lavoratori di oltre 550 milioni di dollari in mance.
DoorDash verserà quasi 115 milioni di dollari di risarcimento a circa 264.000 lavoratori, con un pagamento medio di circa 48 dollari a persona. L’azienda ha inoltre accettato una sanzione civile di 16,7 milioni di dollari.
Nuovi controlli sui pagamenti dei rider
La società ha accettato inoltre di sottoporsi a un nuovo sistema di monitoraggio per garantire il rispetto delle leggi sulla retribuzione dei rider. In una dichiarazione, DoorDash ha ammesso gli errori e ha affermato: "In poche parole, abbiamo sbagliato".
Le scuse dell’azienda
"Sebbene questi errori non siano stati intenzionali, ciò non li rende accettabili. Noi di DoorDash siamo orgogliosi della nostra eccellenza operativa, e questo non è stato né eccellente né accettabile. I fattorini di DoorDash devono essere pagati per intero, puntualmente e sempre. Ci scusiamo con i fattorini che abbiamo deluso", ha dichiarato l'azienda.
La posizione del sindaco Mamdani
"Quando un lavoratore guadagna uno stipendio, merita di essere pagato per intero, non domani, non dopo una causa legale, ma puntualmente e per intero", ha affermato Mamdani in una dichiarazione. "DoorDash ha sottopagato oltre 260.000 lavoratori e oggi stiamo recuperando quei soldi", ha aggiunto. DoorDash ha dichiarato che molti degli errori di pagamento sono stati causati da "problemi tecnici o si sono verificati in situazioni complesse", come consegne al di fuori dei confini cittadini, con più punti di ritiro o consegna o che includevano consegne annullate o parzialmente completate.