AGI - Nonostante gli oltre quattro anni di guerra in Ucraina e i crescenti problemi economici e di sicurezza che affronta il Paese, il partito putiniano Russia Unita ha ottenuto il suo risultato migliore nelle elezioni di ieri per il rinnovo della Duma di Stato, dove dovrebbe arrivare a controllare 355 dei 450 seggi, rafforzando la sua maggioranza costituzionale.
Il trionfo di Russia Unita alle elezioni
Con il 57,83% dei voti di lista, grazie ai seggi conquistati nell'uninominale, Russia Unita ottiene il 78,89% dei seggi in palio alla Camera bassa del Parlamento, riducendo così drasticamente la rappresentanza degli altri partiti. Nelle precedenti elezioni nel 2021, Russia Unita aveva ottenuto il 49,82%. A entrare alla Duma, secondo i dati preliminari, saranno le formazioni tradizionalmente classificate come "opposizione sistemica", ridotte ad appoggiare ogni iniziativa promossa dal governo: il Partito Comunista si è classificato secondo con il 13,81%, seguito dai nazionalisti del Partito liberal democratico (8,93%) e Nuova Gente (7,97%). Russia Giusta non ha ancora superato la soglia di sbarramento del 5%.
Nessuno dei candidati dell'unico partito pacifista Yabloko, la cui corsa alla Duma era stata limitata dalle autorità ai soli collegi uninominali, otterrebbe un seggio; tuttavia, il partito sarà rappresentato nella Duma regionale di Novgorod, avendo superato la soglia del 6%.
Silenziato il dissenso in campagna elettorale
Chiusa una delle campagne elettorali più monotone e meno competitive degli ultimi due decenni, in cui ogni voce di dissenso è stata silenziata tra arresti e procedimenti giudiziari, il voto di ieri ha segnato anche il record di affluenza: 59,32%, il livello più alto in 15 anni, secondo la Commissione elettorale centrale che ha incluso nel computo anche i territori ucraini occupati dalla Russia dove si è votato per la prima volta.
Secondo analisti indipendenti un'affluenza così elevata appare irrealistica sullo sfondo di una campagna elettorale "inesistente", durante la quale i partiti non hanno di fatto promosso i propri programmi né i candidati hanno tenuto dibattiti. Sia i risultati alle urne che l'affluenza potrebbero essere indice di frodi e della mobilitazione coatta dei dipendenti pubblici oltre che al sistema di voto elettronico, molto promosso dalle autorità ma poco trasparente. È noto che la macchina dell'amministrazione pubblica in Russia è sempre sotto pressione per ottenere risultati migliori rispetto alla tornata elettorale precedente: l'affluenza nel voto di cinque anni fa era stata del 51,72%.
L'elevata affluenza non solo serve a legittimare i risultati, ma anche a dimostrare la mobilitazione della società intorno al leader. Mosca aveva impostato questo voto come un referendum su Vladimir Putin e una legittimazione dell'escalation militare in corso attraverso la consultazione popolare. "L'operazione militare speciale in Ucraina continua", ha ribadito il portavoce della presidenza, Dmitri Peskov, poco dopo l'annuncio della vittoria di Russia Unita.
Una Duma sempre più sotto controllo
Intervistato dalla stampa russa, lo storico italiano Angelo D'Orsi invitato da osservatore, ha detto di essere rimasto colpito dall'attenzione dedicata a correttezza e "trasparenza" delle operazioni di voto.