AGI - Il Tribunale cittadino di Mosca ha respinto il ricorso dei legali della giornalista Zhanna Nemtsova, figlia del politico Boris Nemtsov, e ha autorizzato l'arresto in contumacia della donna con l'accusa di aver organizzato attività di un'organizzazione indesiderabile.
Lo riporta RIA Novosti. "La sentenza rimane invariata e i ricorsi vengono respinti", ha annunciato il giudice. Nemtsova è stata inserita nella lista dei ricercati internazionali.
Le accuse e la pena rischiata
Il 31 luglio, il tribunale Zamoskvoretsky di Mosca aveva condannato Nemtsova a due mesi di reclusione in contumacia. La donna è accusata di organizzazione di attività di un'organizzazione straniera o internazionale indesiderabile nella Federazione Russa. La sua difesa aveva presentato ricorso in contumacia contro la condanna. Rischia fino a sei anni di reclusione.
L'assassinio di Boris Nemtsov
Il padre della giornalista, Boris Nemtsov, ex vicepremier russo ai tempi di Boris Eltsin e caparbio oppositore di Putin, è stato assassinato con quattro colpi di pistola in strada, in pieno centro a Mosca, nel 2015. Nemtsov, politico liberale, attivista e figura di riferimento dell'opposizione a Vladimir Putin, aveva 55 anni quando fu ucciso a pochi passi dalle mura del Cremlino.
Le indagini e i retroscena politici
Le circostanze dell'omicidio non sono mai state davvero chiarite, così come restano ignoti i mandanti. Il suo presunto assassino, il ceceno Zaur Dadaev, è stato condannato a 20 anni di carcere nel 2018, mentre quattro dei suoi presunti complici, anch'essi provenienti dalla Cecenia, sono stati condannati da 11 a 19 anni di carcere.
Lo stesso Putin all'epoca si era affrettato a condannare il delitto come "un crudele assassinio", e aveva un'immediata consultazione con i vertici della sicurezza e il suo "diretto controllo" sulle indagini. Negli anni Novanta Nemtsov era considerato una delle "stelle nascenti" della politica russa. Vicino all'ex presidente Boris Eltsin, era stato nominato vice-primo ministro della Russia nel 1997. La sua ascesa era terminata con l'arrivo al potere di Putin.