AGI - I nuovi vaccini contro la tubercolosi potrebbero salvare 7,3 milioni di vite tra il 2030 e il 2050.
È la stima dell'Alleanza per i vaccini Gavi, che chiede maggiori sforzi per proseguire la ricerca e garantire un accesso equo ai futuri prodotti.
I benefici del vaccino
Secondo un'analisi pubblicata oggi dall'organizzazione, i nuovi vaccini potrebbero inoltre generare benefici economici fino a 135 miliardi di dollari nei Paesi a basso e medio reddito. Attualmente esiste un solo vaccino autorizzato, il Bacillo di Calmette-Guérin (Bcg), sviluppato oltre un secolo fa. Il vaccino protegge neonati e bambini piccoli dalle forme più gravi della malattia, ma la sua efficacia diminuisce con il passare del tempo. I nuovi prodotti allo studio mirano a colmare le lacune del Bcg e a prevenire la tubercolosi polmonare infettiva negli adolescenti e negli adulti. Tra i candidati in fase più avanzata figura M72/AS01E, sviluppato dalla casa farmaceutica britannica GlaxoSmithKline insieme al Gates Medical Research Institute. Un altro candidato è Mtbvac, studiato dall'azienda spagnola Biofabri.
La tubercolosi resta una delle malattie più letali al mondo: nel 2024 sono stati registrati 10,7 milioni di casi e 1,2 milioni di decessi. Gavi stima che nei Paesi a basso e medio reddito la domanda dei futuri vaccini potrebbe raggiungere gli 85 milioni di somministrazioni all'anno, soprattutto nella fase iniziale della distribuzione.