AGI - È grande poco più della punta di un dito, ha un guscio sottilissimo ricoperto da una membrana gelatinosa e nel Regno Unito è ormai rimasta in natura in un solo luogo. La Myxas glutinosa, considerata dalla British and Irish Association of Zoos and Aquariums (Biaza) la lumaca d'acqua dolce più rara d'Europa, è al centro di un progetto che punta a salvarla dall'estinzione e, in futuro, a riportarla nei luoghi da cui è scomparsa.
L'ultimo rifugio britannico della specie è Llyn Tegid, conosciuto anche come Bala Lake, il più grande lago naturale del Galles, all'interno del Parco nazionale di Eryri. Un tempo, spiega la BBC, la lumaca era diffusa nelle acque dolci del Regno Unito, ma in Inghilterra è scomparsa da oltre trent'anni. Tra le principali cause del declino vengono indicate la perdita degli habitat e l'inquinamento delle acque. La specie necessita infatti di ambienti particolarmente puliti, calmi e poco disturbati. Il nome inglese, glutinous snail, deriva dalla caratteristica più insolita dell'animale. Il fragile guscio marrone, punteggiato d'oro, viene quasi interamente avvolto da un mantello trasparente e gelatinoso, che gli conferisce un aspetto lucido e appiccicoso. Gli esemplari adulti misurano appena 13-16 millimetri.
British scientists fighting to save rare snail 'as precious as Egyptian artefact'https://t.co/b7HdnTQ6lj
— GB News (@GBNEWS) September 12, 2026
Una lumaca allevata in giardino
Una parte decisiva della storia passa dal giardino dell'ecologista britannico Ian Hughes, che da oltre un decennio studia la specie. Dal 2014, con le necessarie autorizzazioni, Hughes raccoglie e studia alcuni esemplari di Llyn Tegid e ha costruito vasche artigianali nella propria serra. Oggi ne alleva circa 2.000. Proprio nelle sue vasche sono state osservate anche le uova della specie, un passaggio fondamentale per comprenderne il ciclo riproduttivo e sviluppare un programma di allevamento.
Il passo successivo è stato creare delle vere e proprie "popolazioni arca", colonie mantenute separatamente in strutture protette per evitare che un singolo evento possa cancellare l'intera popolazione. Diversi zoo britannici, tra cui Dudley Zoo, Chester Zoo, Longleat e Wingham Wildlife Park, partecipano al programma coordinato dalla Biaza. Nel 2026 il governo britannico ha assegnato al progetto poco più di 50 mila sterline attraverso il Species Recovery Programme.
L'obiettivo non è però mantenere la Myxas glutinosa per sempre dietro il vetro di un acquario. Le colonie negli zoo devono servire a studiare meglio le esigenze della specie e individuare habitat adatti alla sua reintroduzione in natura, anche in Inghilterra. Secondo i responsabili del progetto, i primi tentativi potrebbero iniziare nel giro di circa tre anni, se gli studi daranno risultati positivi.
Il pericolo di estinzione
Il rischio di estinzione resta concreto. La Myxas glutinosa è già scomparsa dall'Inghilterra e, secondo la British and Irish Association of Zoos and Aquariums, in natura nel Regno Unito sopravvive ormai in un'unica località, il lago gallese di Llyn Tegid. Una concentrazione così estrema rende la specie particolarmente vulnerabile: un peggioramento della qualità dell'acqua, un cambiamento dell'habitat o un altro evento locale potrebbe compromettere l'ultima popolazione selvatica. Per questo gli esperti parlano di interventi urgenti e hanno creato popolazioni separate negli zoo, una sorta di assicurazione contro la scomparsa definitiva della specie.