AGI - Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha confermato la volontà di ricandidarsi alle elezioni del 2027, dichiarando di avere la "determinazione e l'energia" per farlo, e ha garantito che l'ex primo ministro José Luis Rodriguez Zapatero parteciperà alla campagna elettorale.
"Credo a José Luis Rodriguez Zapatero", ha sottolineato Sánchez in un'intervista a TVE, dopo aver difeso l'operato dell'ex leader e la presunzione di innocenza in merito all'indagine a suo carico presso l'Audiencia Nacional per presunto traffico di influenze, tra gli altri reati.
L'ombra dei finanziamenti illeciti al PSOE
Sánchez si è chiesto perché alcuni media siano più propensi a credere a un "delinquente" come Victor de Aldama, anche quando parla di presunti pagamenti multimilionari al PSOE, e ha ribadito che non vi è stato alcun finanziamento illecito del suo partito, aggiungendo che il partito si difenderà qualora dovesse affrontare accuse formali. Riguardo alle prossime elezioni generali, ha evitato di fissare una data precisa, limitandosi ad affermare che si terranno nel 2027 e "nel momento che meglio serve l'interesse generale del popolo spagnolo", anziché per ragioni di parte.
I possibili successori
Alcuni ministri di Sánchez, come Carlos Cuerpo e Oscar Puente, vengono già indicati come possibili successori: una circostanza che Sánchez considera la prova di avere persone "molto valide e capaci" nel suo governo. Tuttavia, ha insistito sul fatto di voler proseguire e di ritenere di avere il sostegno sia interno che esterno per garantire un altro mandato al governo di coalizione. A suo avviso, l'alternanza al potere è positiva, ma un'equazione che includa Vox accanto al PP "non implica più un'alternanza", bensì una minaccia di regressione. Ha inoltre difeso la "stabilità" garantita dal suo esecutivo negli ultimi otto anni: "La Spagna sta vivendo uno dei suoi momenti migliori", ha concluso il premier spagnolo.