AGI - Se non nascondesse una storia di soprusi, abusi, sterminio e morte, la vicenda del 'Ritratto di Dama' di un maestro del barocco italiano, scomparso durante il nazismo e riemerso dopo 80 anni su un sito di annunci immobiliari, sarebbe lo spunto perfetto per un thriller.
Ma dietro il ritrovamento del ritratto realizzato da Giuseppe Ghislandi, detto 'Fra Galgario', c’è molto di più: il successo di una giustizia tardiva ma ineluttabile, l'abilita' di una squadra di giornalisti investigativi e - stupefacente su tutto - la tenacia dell'erede di un criminale nazista nel negare le responsabilità del padre.
L'annuncio immobiliare e il quadro sottratto dai nazisti
Ma la giustizia, anche se lenta, arriva e spesso lo fa per strade tortuose e, per l'appunto, romanzesche. Come un annuncio immobiliare per la vendita di una modesta casa alle porte di Buenos Aires in cui compariva, guarda caso, il dipinto scomparso.
La storia è lunga e complicata e ci arriveremo, ma intanto è da sapere che un giudice ha stabilito che l'Argentina deve restituire il dipinto all'erede del legittimo proprietario: un collezionista d'arte ebreo olandese morto mentre fuggiva dalle persecuzioni naziste.
Ancora una volta non si sarebbe arrivati da nessuna parte senza la tenacia di una squadra di giornalisti, in questo caso del quotidiano olandese AD che da anni dà la caccia ai tesori sottratti dai nazisti ai mercanti ebrei.
Jacques Goudstikker era uno di loro: a metà maggio del 1940, per sfuggire all'invasione dei Paesi Bassi, si imbarcò su una nave lasciando dietro di sé un'imponente collezione, circa un migliaio di pezzi. Non li avrebbe mai più rivisti: morì cadendo nella stiva della nave che lo stava portando in salvo.
L'arrivo dell'opera in Argentina
Nel giro di poche settimane, l'intera collezione di Goudstikker - tra cui numerosi dipinti di antichi maestri - fu acquistata da Hermann Goering tramite una vendita forzata e per una minima frazione del suo valore reale.
Dopo la guerra, alcune opere furono recuperate in Germania ed esposte come parte della collezione nazionale olandese presso il Rijksmuseum.
Nel 2006, 202 di esse vennero restituite all'unica erede ancora in vita del mercante, la nuora Marei von Saher. Il "Ritratto di dama" non figurava tra queste. E qui entrano in gioco i cronisti di AD che hanno trovato documenti risalenti all'epoca bellica che suggeriscono come il dipinto fosse una delle due opere in possesso di Friedrich Kadgien - funzionario nazista, ufficiale delle SS e stretto collaboratore di Goering - fuggito in Svizzera nel 1945. Kadgien - descritto nei documenti non come un "vero nazista" ma come "un viscido della peggior specie" - lasciò in seguito la Svizzera alla volta del Brasile e poi dell'Argentina dove avvio' un'attività e si fece una famiglia, per poi morire nel 1978 a 71 anni.
La posizione delle figlie di Kadgien e la casa messa in vendita
Il quotidiano ha raccontato di aver tentato per anni di parlare con le due figlie del defunto nazista, residenti a Buenos Aires, riguardo al padre e alle opere d'arte scomparse, ma di aver ricevuto sempre un rifiuto. Quando un reporter ha bussato alla loro porta non gli hanno nemmeno aperto, nonostante fossero in casa.
Poi è successo che la casa è stata messa in vendita e sul sito dell'agenzia immobiliare Robles Casas & Campos, tra le foto degli interni dell'immobile, è comparso qualcosa che stonava e non poco: quella che senza dubbio non era una 'crosta' o una maldestra imitazione di un quadro barocco appesa sopra divani e mobilio di dubbio gusto.
Gli storici dell'arte consultati dal quotidiano hanno subito concordato che si trattava del ritratto della Contessa Colleoni realizzato da Ghislandi, uno dei più importanti ritrattisti italiani tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, le cui opere sono esposte in diversi musei di tutto il mondo.
Il ritrovamento di un secondo dipinto
Bram de Klerck, dell'Universita' Radboud di Nimega, ha affermato che la composizione è "identica" e che dimensioni e colori sembrano corrispondere a quelli di precedenti fotografie in bianco e nero. Due ricercatori dell'ente governativo olandese per il patrimonio culturale, Annelies Kool e Perry Schrier, hanno dichiarato ad AD che non vi era "alcun motivo di ritenere" che si trattasse di una copia.
Ma non solo: scorrendo i profili social delle figlie del nazista, Kool e Schrier hanno individuato una seconda opera scomparsa: una natura morta dell'artista olandese del XVII secolo Abraham Mignon.
L'intervento delle autorità argentine
Quando finalmente la storia è stata pubblicata e la polizia argentina è entrata in azione, sembrava essere troppo tardi: il 'Ritratto di Dama' era scomparso dalla parete.
Salvo ricomparire, poco più tardi, nell'ufficio del procuratore, dove le figlie di Kadgien lo avevano portato "per sottrarlo al pericolo che fosse rubato", ma in realtà, secondo gli inquirenti, in un disperato tentativo di sottrarsi all'accusa di aver ostacolato un procedimento penale.
Patricia Kadgien, che durante l'udienza in tribunale a Mar del Plata stringeva tra le mani un rosario, è stata incriminata per ricettazione e posta agli arresti domiciliari insieme al marito dopo l'identificazione dell'opera d'arte. La coppia ha accettato di restituire il dipinto a Marei von Saher - nuora ed erede universale di Goudstikker - e di donare circa 3.200 dollari a ospedali locali.
Tuttavia, molte altre opere della collezione del grande mercante d'arte olandese rimangono disperse in tutto il mondo.