AGI - Il bilancio delle vittime delle devastanti inondazioni in Nepal è salito a 1.295 morti e 4.898 dispersi, anche se la giornata è stata segnata dal salvataggio di due lavoratori rimasti intrappolati per dieci giorni in un tunnel. Il bilancio dei dispersi include almeno 618 cittadini stranieri provenienti da almeno 34 Paesi, tra cui tre italiani.
In Tibet le autorità cinesi segnalano 31 morti e 531 dispersi. Nella centrale idroelettrica Trishuli 3A, le squadre di soccorso sono riuscite a trarre in salvo due dipendenti rimasti intrappolati quando acqua, fango e detriti hanno travolto l'impianto. Uno degli uomini salvati, Kabir Maharjan, versa in condizioni critiche ed è ricoverato in terapia intensiva in un ospedale militare di Kathmandu per grave ipotermia. Il secondo, Sanjay Sah, è in condizioni stabili e ha raccontato di essere riuscito, mentre era intrappolato, a comunicare urlando con alcune persone che si trovavano nelle vicinanze.
Un video mostra i soccorritori esultare quando uno degli uomini è stato estratto attraverso un'apertura piena di fango. È stato aiutato ad alzarsi in piedi e successivamente trasportato a spalla verso un elicottero. Una fotografia ritraeva il secondo uomo ricoperto di fango e con le mani giunte in preghiera, mentre i soccorritori lo trasportavano su una barella.
"Finché c'è respiro, c'è speranza!", ha dichiarato in un comunicato il Ministro dell'Energia, Biraj Bhakta Shrestha. "Le operazioni di soccorso proseguono in tutti i tunnel colpiti. Che gli sforzi e le preghiere di tutti continuino. Non abbiamo perso la speranza".
Rescuers pulled a survivor alive from a tunnel at a hydropower station in Nepal, nine days after a devastating ice, rock and mudslide swept through the Trishuli River valley. The survivor is one of two people rescued alive from the tunnel and is being taken to a hospital in… pic.twitter.com/AGtVZ8B5Y1
— CBS News (@CBSNews) September 4, 2026
Le vittime dell'alluvione senza nome
L'identificazione delle vittime rimane una delle sfide più grandi: le autorità hanno riferito che sui 1.295 corpi recuperati, inclusi 121 minori, ben 1.263 non hanno ancora un nome. Le squadre di medicina legale hanno intensificato la raccolta di campioni di DNA, ottenendo finora 2.106 profili genetici dalle vittime e dai loro familiari.
I due uomini salvati facevano parte delle centinaia di lavoratori di impianti idroelettrici dispersi da quando un'ondata di fango e detriti ha travolto la regione al confine tra Cina e Nepal. Le ricerche sono proseguite presso il tunnel del progetto Trishuli 3A, dove i due uomini sono stati tratti in salvo, così come in altri 12 siti idroelettrici devastati dalle inondazioni. Oggi sono arrivati altri contingenti di soldati per potenziare le operazioni di ricerca. I soccorritori nepalesi, coadiuvati da esperti provenienti da India, Cina e Corea del Sud, hanno dovuto affrontare muri di detriti compatti e spessi anche 60 metri.
Le speranze che svaniscono in Nepal
Fino a questa mattina non vi era alcuna conferma che qualcuno dei lavoratori rimasti nei tunnel fosse ancora in vita. Alcune famiglie nepalesi, alla ricerca dei propri cari dispersi, hanno iniziato a celebrare funerali simbolici, segno che le speranze di trovare sopravvissuti stanno ormai svanendo. Le comunità vicine all'epicentro rimangono isolate.
Le Nazioni Unite hanno avvertito che la "portata della distruzione" rende la distribuzione degli aiuti una sfida enorme e che "si sta valutando l'impiego di droni cargo e portatori per raggiungere le comunita' isolate".