AGI - Sono passati 15 anni ma gli insulti pronunciati da John Galliano nel 2011 pesano ancora.
La mostra dedicata ai quarant'anni di carriera del famoso stilista, per anni al vertice creativo di Givenchy e Dior, non si terrà. L'apertura era prevista nella primavera del 2027 al Met ma è stata cancellata sotto il peso crescente delle proteste.
Gli insulti antisemiti e la mostra cancellata
Non sono stati dimenticati gli insulti antisemiti contro una coppia in un caffè di Parigi né gli elogi ad Adolf Hitler, pronunciati - secondo lo stilista - sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
"Dopo un'attenta riflessione e un confronto con il Met e tutte le persone coinvolte, ho deciso, con grande tristezza, che la cosa migliore per la mostra è che non abbia luogo in questo momento", ha affermato Galliano "Mi assumo - ha aggiunto lo stilista - la piena responsabilità del dolore causato dalle mie parole passate, in particolare del danno arrecato alle comunità ebraica e asiatica, e ne sono profondamente dispiaciuto".
La soddisfazione di Julie Menin
La decisione è stata apprezzata dalla presidente del Consiglio municipale di New York, Julie Menin, di origine ebraica, che si è detta "contenta" per la revoca dell'omaggio a Galliano. "Fin dall'inizio, ho espresso il mio forte disaccordo con questa decisione, che, in un momento di crescente antisemitismo, rappresentava un duro colpo per la comunità ebraica. Questa è la decisione corretta, poiché il danno e la sofferenza che stava causando erano semplicemente inaccettabili", ha dichiarato.
La riflessione di Jonathan Greenblatt
Stessa linea tenuta da Jonathan Greenblatt, a capo dell'Anti-Defamation League. "Con l'antisemitismo a livelli critici, l'omaggio del Met a John Galliano in questo momento era un errore, e persino Galliano alla fine ha riconosciuto ciò che il Met avrebbe dovuto fare fin dall'inizio". "È stata la mossa sbagliata al momento sbagliato. Il tempismo è fondamentale", ha concluso.