AGI - Le immagini della devastante alluvione che ha investito il porto di Gyirong, uno dei principali valichi tra il Nepal e il Tibet, hanno fatto il giro del mondo ma sono rimaste quasi completamente assenti dai media e da internet in Cina. Lo riferisce la Bbc, sottolineando che il principale telegiornale della televisione di Stato cinese ha mostrato finora soltanto un fermo immagine della piena.
Alluvione in Nepal, la Cina censura le immagini del porto in Tibet
Anche sulla rete cinese, sottoposta a un rigido sistema di censura, è difficile trovare il video che mostra il torrente di acqua e fango travolgere edifici e infrastrutture mentre centinaia di persone fuggono.
Le testimonianze sono introvabili nei media cinesi
Quasi introvabili anche testimonianze dirette sulla catastrofe, che da mercoledì ha provocato centinaia di morti e migliaia di dispersi. Pechino ha avviato una vasta operazione di soccorso con centinaia di operatori e il presidente Xi Jinping ha presieduto una riunione d'emergenza per coordinare gli interventi.
La macchina dei soccorsi in Cina
Le autorità pubblicano aggiornamenti quotidiani sulle vittime, sui dispersi e sul rischio di tracimazione di un lago formatosi in seguito alle frane. I media statali hanno diffuso nuove immagini delle squadre di soccorso impegnate tra fango e rocce, sulle montagne e lungo fiumi in piena, ma mancano testimonianze dei sopravvissuti, racconti delle famiglie dei dispersi e filmati realizzati dagli abitanti durante l'alluvione e nelle ore successive.
La copertura mediatica dell'emergenza
La sera successiva alla catastrofe, mentre i media internazionali aprivano con la devastazione nella valle himalayana, il principale telegiornale cinese ha dedicato la notizia d'apertura alla pubblicazione di un nuovo libro di Xi, una selezione delle sue opere considerate "più importanti e fondamentali". I giornalisti stranieri non possono recarsi in Tibet senza l'autorizzazione del governo. Secondo la Bbc, i pochi video che compaiono online vengono rapidamente rimossi e contattare direttamente gli abitanti della regione è estremamente difficile.
La risposta delle autorità
Il premier Li Qiang è stato inviato rapidamente sul posto ed è stato ripreso mentre ispezionava le operazioni di rimozione delle macerie. La visita del numero due della leadership cinese, insolita nell'immediatezza di una catastrofe, mostra l'attenzione riservata da Pechino all'emergenza. Secondo l'emittente britannica, la cautela nella diffusione delle informazioni sarebbe legata soprattutto alla volontà del Partito comunista di preservare la stabilità e impedire che la gestione del disastro alimenti il malcontento in una regione storicamente sensibile.
Gli appelli alla stabilità
Subito dopo l'alluvione, l'ufficio locale del Partito comunista ha invitato i propri membri a partecipare ai soccorsi e a fornire sostegno psicologico agli abitanti, chiedendo loro di "compiere ogni sforzo per mantenere l'ordine sociale e garantire la stabilità e la fiducia della popolazione nelle aree colpite". I funzionari più efficienti saranno premiati, mentre quelli ritenuti inadeguati "saranno chiamati a risponderne".
Le critiche sulla trasparenza
L'International Campaign for Tibet, pur elogiando il lavoro dei soccorritori, ha accusato Pechino di rimuovere dai social network video e informazioni di prima mano e ha chiesto alle autorità di "divulgare informazioni complete e verificabili sui danni e sulle vittime". Pechino nega di violare i diritti dei tibetani e sottolinea gli ingenti investimenti realizzati nella regione per sviluppare il turismo e favorirne l'integrazione con il resto del Paese.