AGI - La Siria non fa più parte della lista degli Stati sponsor del terrorismo. Lo ha deciso Washington ed è festa grande nelle stanze del potere di Damasco. Le nuove autorità si trovano ad affrontare la sfida di riunificare e ricostruire il Paese dopo oltre un decennio di guerra civile, conclusasi con la caduta del dittatore Bashar al-Assad nel dicembre del 2024.
Decisione Usa "storica"
Il ministro degli Esteri siriano Assad al-Shaibani ha descritto la decisione di Washington come una "pietra miliare storica" e ha affermato che riflette "l'impegno del nuovo Stato siriano per la pace e la sicurezza internazionali".
"Sotto la guida del presidente Ahmed al-Sharaa, continueremo i nostri sforzi per superare l'eredità dell'isolamento e promuovere un ambiente basato sulla trasparenza, sugli interessi reciproci e sul rispetto", ha detto aggiungendo che la designazione era "associata alle politiche e alle pratiche del precedente regime" e "non è mai stata una scelta del popolo siriano".
Secondo l'agenzia di stampa ufficiale SANA, il ministro delle Finanze Mohammed Barnieh ha definito la mossa di Washington un "successo per la diplomazia siriana". "Apre una porta importante e a lungo attesa per rafforzare l'integrazione della Siria nel sistema economico e finanziario globale, attirando investimenti e tecnologie moderne e sostenendo le opportunità di sviluppo". Il governatore della Banca Centrale, Safwat Raslan, ha elogiato quello che ha definito "un passo storico che restituisce al Paese il suo posto naturale nel sistema economico globale". La banca "sta lavorando per costruire un sistema finanziario moderno e affidabile, capace di evolversi con gli sviluppi e di sfruttare tutte le opportunità".
L'inviato statunitense in Siria, Tom Barrack, ha definito la revoca dello status di "passaggio decisivo nello straordinario percorso della Siria dall'isolamento alla partnership, e da fonte di terrorismo a partner impegnato nella lotta globale contro di esso".
Il "sollievo" di Damasco
Il presidente siriano Ahmad al Sharaa ha salutato come un "grande sollievo" la rimozione della Siria dalla lista statunitense dei Paesi promotori del terrorismo. "Oggi la Siria si libera di un grande peso e volta pagina su quel doloroso capitolo del suo passato per intraprendere la strada dello sviluppo e della ricostruzione", ha dichiarato il capo di Stato in un discorso.
Il favore della Turchia
La Turchia ha accolto con favore la decisione degli Stati Uniti, con l'auspicio che ciò favorisca il reinserimento di Damasco nella comunità internazionale. "Riteniamo che questa decisione darà slancio agli sforzi per rafforzare i legami della Siria con la comunità internazionale e per stabilire nel Paese una sicurezza e una stabilità durature", ha dichiarato il ministero degli Esteri turco.