AGI - L'Ucraina sta sviluppando e testando propri missili balistici con l'obiettivo di iniziare a utilizzarli contro il territorio nemico nel giro di pochi mesi, mentre continua a subire attacchi russi con armi dello stesso tipo.
L'Ucraina e i suoi missili
Due nuovi missili balistici, l'FP-7 e l'FP-9, saranno presentati dal produttore ucraino Fire Point alla fiera degli armamenti DALO Industry Days 2026, in programma il 19 e il 20 agosto in Danimarca.
L'azienda privata, nota soprattutto per i droni a lungo raggio FP-1 e FP-2 utilizzati contro obiettivi in Russia, prevede di effettuare il suo primo attacco con un missile balistico entro la fine del 2026.
Attacchi contro la Russia sempre più efficaci
Gli attacchi potrebbero iniziare "tra tre e sei mesi", ha dichiarato l'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov in un'intervista alla Cbs News.
Kiev punta a rendere più distruttivi i propri attacchi a lungo raggio contro la Russia. Rispetto alle centinaia di droni utilizzati contro installazioni militari, centri logistici e infrastrutture petrolifere, i missili balistici sarebbero molto più veloci e potenti e più difficili da intercettare.
Parallelamente, l'ufficio di progettazione statale Pivdenne, che affonda le proprie radici nell'industria missilistica sovietica, sta sviluppando il Sapsan, in grado di trasportare circa 500 chili di esplosivo fino a 500 chilometri di distanza.
Secondo Fedorov, nei test effettuati quest'estate il missile ha mostrato una maggiore precisione, mentre i costi di produzione sono stati ridotti del 30%.
I risultati e gli ostacoli
Fire Point ha a sua volta condotto test con successo. I suoi due missili sono lanciati da piattaforme terrestri mobili: l'FP-7 avrebbe una gittata di 200 chilometri e una testata da 150 chili, mentre l'FP-9 potrebbe raggiungere gli 855 chilometri con una testata da 800 chili. Secondo l'azienda, l'FP-7 sarà inoltre modificato per poter intercettare missili balistici russi, mentre l'FP-9 è progettato per colpire obiettivi terrestri.
Esperti ucraini sottolineano tuttavia che servirà ancora tempo per verificare le caratteristiche dichiarate e dimostrare l'efficacia dei nuovi sistemi sul campo di battaglia. Lo sviluppo incontra inoltre ostacoli tecnologici e produttivi. Il presidente Volodymyr Zelensky ha affermato in passato che alcuni partner stranieri sono riluttanti a condividere tecnologie che potrebbero accelerare i programmi balistici ucraini, mentre gli impianti di Pivdenne e Fire Point sono regolarmente bersaglio degli attacchi russi. Fire Point ha reagito decentralizzando la produzione, che secondo l'azienda avviene ora in 83 impianti in Ucraina e uno in Danimarca.
Kiev avrà inoltre bisogno dell'aiuto dei partner stranieri per ottenere carburante per i razzi e componenti ai quali non ha accesso.