Il caso che ha fatto esplodere di rabbia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non è stato né il vicolo cieco in cui sembra finito con la guerra in Iran né la portaerei Lincoln a corto di provviste in Medio Oriente. Ma è una domanda su una donna: Natalie Harp, 35 anni, l'assistente che lo segue come un'ombra, il cui nome è stato tirato fuori per la prima volta nello scontro politico. Quando la giornalista della Cnn Kristen Holmes, nello Studio Ovale, gli ha riportato la frase del senatore democratico Jon Ossoff, che aveva preso in giro la coppia in un suo comizio in Georgia, "invece di occuparsi dell'America viaggia con Natalie", aveva detto, il presidente ha perso la calma.
Prima ha chiamato Ossoff "quello che somiglia a Pee Wee Herman", un personaggio televisivo comico degli anni '80, per poi cambiare rapidamente discorso e dire che a lui "interessa sistemare la Casa Bianca di cui non si occupa nessuno", riferimento ai lavori per la nuova sala da ballo. Da quel momento il tycoon ha parlato dei lavori alla residenza presidenziale. Ma quando la stessa giornalista gli ha chiesto della Corea del Sud, Trump, già irritato dalla prima domanda, l'ha attaccata, dicendo che era la giornalista delle "fake news". "Sei rumorosa, fastidiosa, stai zitta, zitta, zitta", le ha urlato.
La reazione della Casa Bianca
La storia non è finita con lo scontro davanti alle telecamere, le cui immagini sono diventate virali sui social. Fuori dallo Studio Ovale la portavoce dimissionaria Karoline Leavitt ha contestato alla giornalista l'aver fatto quella domanda. L'account ufficiale della Casa Bianca sui social e i suoi account collegati hanno attaccato Holmes. "Un giorno i tuoi figli si imbatteranno nella tua domanda disgustosa e disumana", ha scritto l'account della Casa Bianca Rapid Response 47. "Saranno disgustati e imbarazzati dal fatto di avere un genitore così insensibile e vendicativo. Davvero una cosa inquietante", ha aggiunto.
La Casa Bianca ha poi definito la giornalista "una vergogna, un imbarazzante disonore per la sua presunta professione". Holmes è un volto televisivo popolare negli Usa, e una corrispondente storica dalla Casa Bianca per la Cnn, per la quale lavora da quattordici anni.
Il caso Natalie Harp
Intanto il rapporto tra Trump e Harp sta diventando sempre più motivo di interesse per i media americani e a Washington, considerato che la first lady Melania Trump è sparita da venticinque giorni: la moglie del presidente non ha partecipato ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham e non c'era alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Poi si sono aggiunti i retroscena della fuga di Trump da Ankara. A luglio, dopo il vertice Nato, il presidente aveva deciso di mettere in salvo la sua assistente facendola salire su un aereo militare con lui, dopo l'allarme del Secret Service su un possibile attentato da parte dell'Iran.
Il presidente aveva preferito lasciare sull'Air Force One, a quel punto diventato un "aereo esca", la sua portavoce, Karoline Leavitt, il direttore della comunicazione, Steven Cheung, il vicecapo di gabinetto Stephen Miller, il segretario di Stato Marco Rubio e quello al Tesoro Scott Bessent. Oltre a tutti i giornalisti al seguito. Tra i "sacrificabili" non c'era la sua assistente, il cui compito ufficiale è trovare sulla rete tutte le notizie che parlano in modo lusinghiero del presidente, ma il cui vero ruolo comincia a suscitare pettegolezzi.
Le implicazioni politiche
Il trattamento speciale riservato ad Harp avrebbe spinto i democratici ad analizzare meglio questa storia e a usarla nei comizi elettorali, come possibile tallone d'Achille del presidente. Ossoff potrebbe essere stato soltanto il primo a citare l'assistente. La reazione di Trump e quella della Casa Bianca sembrano confermarlo: il fatto che Harp sia finita sotto i riflettori, e per la prima volta al centro della polemica politica, non è piaciuto al tycoon e al suo cerchio magico. Quello di oggi potrebbe essere solo l'inizio di una nuova schermaglia con i democratici.