AGI - Il vicepresidente del partito pacifista russo Yabloko, Lev Schlosberg, è stato condannato a 11 anni e un mese di carcere.
Il Tribunale di Pskov ha riconosciuto il politico colpevole di "diffamazione" dell'esercito e di aver diffuso informazioni false sui militari.
L'accusa è stata scaturita dalla condivisione, da parte di Schlosberg, di un articolo di Ekho Moskvy con la copertina del Daily Mirror sul suo canale Telegram nel febbraio 2022, insieme alla registrazione di un dibattito in cui sosteneva la necessità di porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina.
Lo stesso Schlosberg ha precisato che il post sul canale Telegram era stato pubblicato prima dell'articolo sui militari "falsi" e che le dichiarazioni rilasciate durante il dibattito non erano sue, bensì del suo avversario. L'accusa aveva chiesto 12 anni e un mese di carcere.
L'esclusione dalle elezioni
La scorsa settimana, Yabloko l'unico partito russo contrario alla guerra in Ucraina ancora attivo nel Paese è stato escluso dalle elezioni legislative di settembre, decisione contro cui il partito ha presentato ricorso lunedì. Una folla si è radunata nella capitale russa per sostenere il partito e sessanta persone sono state arrestate, secondo quanto riferito da un esponente del partito stesso.
Il politico, 63 anni, è uno dei pochissimi oppositori del Cremlino rimasti in Russia dopo che il governo ha avviato una dura repressione del dissenso in seguito all'attacco all'Ucraina del 2022.
Due leader di Yabloko, Nikolay Rybakov e Grigory Yavlinsky, hanno definito la decisione "la tragedia della disgregazione della moderna giustizia russa" e hanno dichiarato che il partito cercherà di bloccare il procedimento contro Shlosberg utilizzando tutti i mezzi legali a disposizione.
La posizione di Amnesty International
L'organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha affermato che "il procedimento giudiziario e la condanna arbitrari di Shlosberg rappresentano palesi ritorsioni per aver esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione invocando la pace".
Shlosberg ha più volte chiesto un cessate il fuoco in Ucraina ed è stato incriminato per la sua partecipazione a un dibattito online sulla guerra, nonché per aver condiviso articoli critici sull'argomento. Lo storico oppositore del Cremlino denuncia le azioni di Mosca in Ucraina fin dal 2014, anno in cui la Russia annesse la penisola di Crimea e sostenne i ribelli filorussi nell'Ucraina orientale. La Russia ha criminalizzato le critiche all'offensiva in Ucraina, introducendo leggi che puniscono lo "screditamento" dell'esercito e la diffusione di "informazioni false" al riguardo con pene detentive fino a 15 anni.
Il ricorso respinto
In questo clima di tensione, la Corte Suprema russa ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati del partito pacifista contro la decisione di escludere la lista dalle elezioni federali della Duma di Stato.
La Corte Suprema si è pronunciata in risposta a una causa intentata dal partito Rodina. Durante l'udienza d'appello di Yabloko di oggi la polizia ha fermato una ottantina di persone fuori dal palazzo della Corte Suprema.