AGI - Coccodrilli sui tetti dei vecchi resort ormai sommersi, ippopotami a ridosso delle abitazioni e migliaia di famiglie in fuga constante dall'acqua. Nel cuore della Rift Valley, a circa 200 chilometri a nord-ovest di Nairobi, il lago Baringo ha raggiunto livelli mai visti da mezzo secolo. Un fenomeno drammatico attribuito dagli scienziati alle precipitazioni estreme scatenate dal cambiamento climatico, che sta trasformando la vita quotidiana delle comunità locali in un incubo.
L'espansione del lago
Secondo un'analisi delle immagini satellitari condotta dall'Afp, la superficie del lago Baringo è aumentata del 70% dal 2010, passando da 138 agli attuali 234 chilometri quadrati. Decine di migliaia di abitanti sono stati costretti a trasferirsi, ma l'acqua continua ad avanzare inesorabile inseguendo i profughi ambientali anche nelle nuove sistemazioni.
L'avvicinamento del bacino ai centri abitati ha impennato il rischio di incontri ravvicinati con la fauna selvatica. "C'è stato un aumento degli attacchi dei coccodrilli non perché siano aumentati gli esemplari, ma perché il lago è ormai a ridosso delle case", spiega Jackson Komen, responsabile del Kenya Wildlife Service (Kws).
Parallelamente sono cresciuti anche gli attacchi degli ippopotami, spinti verso i villaggi dalla scomparsa delle loro abituali aree di pascolo finite sott'acqua. Un'emergenza che tocca da vicino anche le scuole: sull'isola di Kokwa l'acqua ha sommerso la recinzione del dormitorio femminile di una scuola elementare, costringendo l'istituto ad assumere due guardie armate per prevenire incursioni notturne.
Il rischio di un disastro ecologico
A preoccupare gli esperti non è solo il lago Baringo. Il vicino lago Bogoria è cresciuto del 21% nello stesso periodo, espandendosi da 34 a 41 chilometri quadrati. Le rive dei due bacini distano ormai appena una decina di chilometri e gli scienziati temono il punto di non ritorno: un eventuale ricongiungimento delle acque.
Baringo è infatti un bacino d'acqua dolce, mentre Bogoria ha acque fortemente saline e alcaline. Un loro mescolamento provocherebbe la morte di pesci, coccodrilli e ippopotami, distruggendo la principale risorsa d'acqua potabile, pesca e irrigazione della zona. Secondo Mathew Herrnegger, ricercatore dell'Università BOKU di Vienna, i dati altimetrici satellitari mostrano che il travaso tra i due bacini potrebbe essere addirittura già iniziato.
Turismo in ginocchio
L'innalzamento delle acque ha assestato un colpo durissimo anche all'economia locale:
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Riserve naturali sommerse: Circa l'80% delle aree protette comunitarie è finito sott'acqua, rendendo necessario il trasferimento d'urgenza di giraffe, struzzi e impala.
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Resort distrutti: Quattro complessi alberghieri sulle rive del Baringo sono ormai quasi completamente sommersi.
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Danni a Bogoria: L'avanzata dell'acqua ha allontanato i famosi fenicotteri rosa e sommerso i celebri geyser caldi.
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Crollo degli incassi: Le entrate turistiche annuali sono precipitate a circa 200.000 euro, ovvero un quinto rispetto al passato.
Con l'arrivo della nuova stagione delle piogge, gli abitanti vivono nella disperazione. "Siamo impotenti", racconta Faith Mpayei, madre di cinque figli costretta a spostare due volte la recinzione di casa dal 2016. "Non c'è più nulla da fare qui, devo solo trasferirmi".