AGI - È di almeno 240 vittime accertate, oltre 1.000 feriti e circa 3.600 dispersi il bilancio drammatico — destinato purtroppo ad aggravarsi con il passare delle ore — del devastante terremoto che ha scosso la Colombia e diversi Paesi dell'America Latina. Le squadre di soccorso stanno scavando ininterrottamente tra le macerie nel timore che i morti possano salire a migliaia.
Scosse fino a Panama ed Ecuador
La violenta scossa è scattata alle 7:34 locali (le 13:34 in Italia). La magnitudo è stata stimata a 6.6 dal Servizio Geologico Colombiano e a 7.4 dall'Istituto Geofisico Statunitense (USGS).
L'epicentro è stato localizzato nel dipartimento del Chocó, sulla costa del Pacifico, nei pressi di San José del Palmar, ad una profondità compresa tra gli 82 e i 100 chilometri. Nonostante l'ipocentro profondo, la potenza del sisma ha fatto tremare i palazzi nelle principali metropoli colombiane, tra cui Bogotà e Cali, spingendo la popolazione in strada. Il tremore è stato nitidamente avvertito fino in Ecuador (con edifici evacuati a Quito) e a Panama, dove sono stati sgomberati diversi complessi e strutture ospedaliere nella capitale e nell'est del Paese.
Stop per 7 aeroporti
La situazione più drammatica si registra nei dipartimenti di Risaralda e del Valle del Cauca. A Pereira, capoluogo del Risaralda nota per le sue piantagioni di caffè, decine di edifici sono letteralmente sbriciolati, intrappolando moltissime persone sotto i detriti.
Ingenti anche i danni alle infrastrutture belliche e civili: oltre ai crolli di palazzi residenziali, le autorità hanno disposto la chiusura immediata di ben sette aeroporti — Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago, Cali e Buenaventura — per verificare la tenuta e la sicurezza delle piste e degli impianti di controllo.