AGI - Gli agricoltori di tutta Europa lanciano l'allarme su un calo della produzione alimentare e un aumento dei prezzi, ora che le colture, dal mais alle insalate, sono in sofferenza a causa del caldo estremo, della siccità e degli incendi. Anche gli uliveti sono stati colpiti portando il costo dell'olio d'oliva a salire nel prossimo futuro. L'associazione dei produttori ortofrutticoli Legumes de France ha avvertito che migliaia di tonnellate di prodotti, per un valore di decine di milioni di euro, sono andate perdute - tra cui insalata, carote, porri, aglio e cipolle, e che la produzione di alcune colture dovrebbe dimezzarsi a causa della mancanza di piogge.
Il caldo torrido in Francia ha anche rallentato la crescita dell'uva nelle regioni vinicole come Champagne, Bordeaux e Borgogna, minacciando un raccolto inferiore e una delle vendemmie più precoci di sempre.
Nella regione dello Champagne, i produttori prevedono l'inizio della raccolta intorno al 15 agosto, circa un mese prima rispetto a qualche decennio fa. Secondo quanto riportato da Reuters, i viticoltori prevedono ora una resa dell'uva inferiore di circa il 10% rispetto all'anno scorso.
In Spagna, il ministero dell'Agricoltura prevede che il raccolto di cereali per il 2026-27 scenderà dai 24 milioni di tonnellate dell'anno scorso a poco più di 18,5 milioni di tonnellate, ma il dato potrebbe anche essere inferiore, visto che la stima era stata fatta prima che gli incendi boschivi facessero la loro parte e nonostante gli agricoltori spagnoli siano i più abili ad adattarsi alle condizioni calde e secche, coltivando varietà di colture in grado di resistere alle alte temperature e facendo maggiore ricorso all'irrigazione e alle riserve idriche per gestire i periodi di siccità.
Tutti gli alimenti a rischio
L'Unione Europea ha rivisto al ribasso le previsioni di raccolto per un'ampia gamma di colture, con un calo del 7% per i girasoli, essenziali per gli oli da cucina. Nel frattempo, le previsioni per il mais da granella sono diminuite del 6% rispetto alle stime precedenti, mentre quelle per patate e soia sono state ridotte del 3%.
Tuttavia, alcuni paesi sono stati colpiti meno duramente di altri: la Romania, ad esempio, ha registrato maggiori precipitazioni e il raccolto di grano italiano si è dimostrato resiliente, scrive il Guardian.
L'associazione di categoria agricola spagnola Asaja ha affermato che i danni diretti causati dagli incendi hanno colpito frutteti, vigneti, terreni agricoli e serre, con ripercussioni su agrumi, avocado, mandorle, vigneti, ortaggi e oliveti, mentre la scarsità d'acqua e le temperature estreme hanno compromesso la produzione di pomodori e mais.
A preoccupare in modo particolare è il prezzo dell'olio d'oliva: i coltivatori stanno lottando contro una combinazione di caldo estremo, siccità e, in alcuni casi, incendi. Gli uliveti sono andati a fuoco in Grecia, Italia e Portogallo e il caldo estremo ha anche provocato un aumento di parassiti, malattie e forti temporali, oltre a influire sulle dimensioni dei frutti.