AGI - Nuovo scontro tra l'autorità giudiziaria e il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir: il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha bloccato l'ultima misura ideata dal leader di estrema destra contro il "terrorismo", e cioè alloggiare coccodrilli nelle carceri di massima sicurezza, a cominciare dalla prigione di Ketziot dove sono detenuti sospetti membri di Hamas e prigionieri di sicurezza palestinesi.
L'idea da Alligator Alcatraz
Il capo del partito Otzma Yehudit, ispirandosi all''Alligator Alcatraz' promosso dal presidente Usa Donald Trump, e chiuso meno di un anno dopo l'inaugurazione, aveva lanciato l'idea per la prima volta alla fine del 2025.
Per superare vincoli e norme, in suo aiuto è accorsa la ministra dell'Ambiente Idit Silman, esponente del Likud, che - nonostante il parere contrario del consulente legale interno e dell'Autorità per la Natura e i Parchi - di recente ha modificato i regolamenti.
Se infatti come animale protetto, il coccodrillo del Nido poteva essere tenuto solo negli zoo, il fatto di essere stato riclassificato come "animale selvatico allevato" gli ha di fatto aperto le porte delle carceri.
Sei milioni di euro per realizzarlo
Secondo il Times of Israel, già dieci giorni fa si stava scavando un fossato intorno a uno dei reparti speciali a Ketziot, nel sud di Israele, per alloggiarli. Ben-Gvir ha rivendicato l'iniziativa sottolineando che non si trattava di "una trovata pubblicitaria", ma che anzi il ministero aveva già stanziato 21 milioni di shekel (6 milioni di euro) per la costruzione di strutture adeguate.
Ma l'organizzazione Let the Animals Live ha fatto ricorso contro il piano e il giudice Avraham Rubin del tribunale distrettuale di Gerusalemme ha emesso un'ingiunzione provvisoria che lo congela. Per gli ambientalisti, "i coccodrilli non sono armi, nè strumenti di punizione, nè oggetti di scena per una campagna politica".
La sospensione ordinata dalla corte blocca "lavori di costruzione irreversibili, gravi sofferenze agli animali e lo spreco di milioni di shekel". Immediata la reazione di Ben-Gvir, che ha accusato il sistema giudiziario di "schierarsi dalla parte dei terroristi" e di ostacolare le misure da lui ritenute necessarie per la deterrenza israeliana. "Sappiamo che i terroristi tremano al pensiero dell'arrivo degli alligatori, ma oggi il tribunale è venuto in loro aiuto", ha affermato, sottolineando che "fare pulizia nel sistema giudiziario corrotto" sarà il compito cruciale dopo le elezioni.