AGI - Dopo aver ottenuto importanti accordi extragiudiziali nelle cause contro Abc e Cbs, l'offensiva legale del presidente degli Usa Donald Trump contro i media sta incontrando una forte opposizione nei tribunali che continuano a tutelare la libertà di stampa.
"I media hanno capito che l'unica soluzione positiva è opporsi al presidente e difendere i propri giornalisti e le proprie redazioni", osserva Ken Paulson, direttore del Center for Freedom of Expression presso la Middle Tennessee State University.
Le cause contro il New York Times e il Wall Street Journal
Alla fine di luglio, il Dipartimento di Giustizia ha archiviato le citazioni in giudizio per i giornalisti del New York Times che avevano scritto articoli sulla sicurezza del nuovo aereo presidenziale, dopo che un giudice federale ha criticato la scarsa professionalità legale dell'amministrazione e ha stabilito che violava le tutele garantite ai giornalisti e alle loro fonti. Nel frattempo, le cause per diffamazione contro il New York Times - per alcuni articoli e un libro sulle origini della fortuna di Trump - e contro il Wall Street Journal - per un articolo su una lettera inviata a Jeffrey Epstein - faticano a progredire. "Se sei pronto a tenere testa a Donald Trump, probabilmente te la caverai piuttosto bene in tribunale, vista la mancanza di fondamento delle cause che ha intentato", osserva Dan Kennedy, professore di giornalismo alla Northeastern University di Boston.
Le condanne di Abc e Cbs
I procedimenti che hanno coinvolto Abc, citata in giudizio per diffamazione a causa di commenti sulla condanna civile di Donald Trump per violenza sessuale, e Cbs, accusata di aver tratto in inganno i suoi telespettatori trasmettendo estratti diversi della stessa risposta della candidata democratica alle presidenziali del 2024, Kamala Harris, si sono conclusi rispettivamente nel dicembre 2024 e nel luglio 2025 con l'impegno di pagare 15 e 16 milioni di dollari.
La maggior parte degli esperti legali concorda sul fatto che i tribunali si sarebbero pronunciati contro il presidente degli Stati Uniti e la sua amministrazione in questi casi. Secondo Dan Kennedy, la società madre di Cbs, Paramount Global, che stava cercando l'approvazione normativa per la fusione con Skydance, e la rete Abc, di proprietà della Disney, hanno stipulato questi accordi "per ragioni commerciali". "Ma questo non è assolutamente una garanzia per il futuro, come ha scoperto la Abc", ribatte Ken Paulson. Avendo deciso di mantenere in onda il talk show di Jimmy Kimmel, critico del presidente americano e del movimento Maga, e di non trasmettere in diretta un discorso di Donald Trump sulle presunte frodi elettorali, l'emittente rischia la revoca delle licenze di alcune delle sue stazioni locali.
La strategia della Bbc
In un altro caso, la Bbc, alla quale il presidente americano chiede 10 miliardi di dollari per una versione modificata di un suo discorso ritenuta fuorviante, ha adottato una strategia che secondo gli esperti sta prendendo piede: richiedere la presentazione di documenti finanziari per quantificare i danni subiti. "Questo è di gran lunga il deterrente più importante per un uomo che ha sempre resistito ai tentativi di esaminare il suo impero e la sua situazione finanziaria", commenta Ken Paulson.
L'obiettivo di Trump
Gli esperti concordano sul fatto che il vero obiettivo del presidente americano non sia vincere queste cause. "Se si ripercorre l'inizio della sua carriera politica, screditare i media e presentarsi come l'unica fonte di informazione affidabile, almeno agli occhi dei suoi sostenitori, è sempre stato al centro della sua strategia", racconta Dan Kennedy "Ci riesce insultandoli, definendoli 'propagatori di fake news', etichettandoli come 'nemici del popolo' e intentando cause legali", continua. "Lui e i suoi avvocati non si illudono minimamente di poter vincere in tribunale. Ma potrebbero volerci anni e costare milioni di dollari, e Trump, con il suo fiuto per gli affari, sa che se esercita sufficiente pressione, qualcuno alla fine staccherà un assegno", aggiunge Ken Paulson.