AGI - In Iran sale la tensione. Proseguono gli attacchi incrociati tra Washington e Teheran. L'Iran ha colpito nuovamente la Giordania con attacchi aerei, in particolare la base di Muwaffaq al-Salti. Lo riferisce l'agenzia Tasnim.
Teheran ha minacciato di colpire infrastrutture regionali, inclusi ponti e impianti energetici in cui gli Stati Uniti hanno interessi, se Washington prenderà di mira ponti o centrali elettriche della Repubblica islamica, come ha avvertito il presidente americano Donald Trump in un messaggio su Truth.
Petroliera in fiamme in acque saudite
La United Kingdom Maritime Trade Operations ha riferito di aver ricevuto la segnalazione di un "incidente" da una petroliera che sarebbe stata colpita da un proiettile non identificato a circa 130 chilometri dalla città costiera saudita di Al-Shuqaiq. Sull'imbarcazione si è sviluppato un incendio che non avrebbe provocato vittime, aggiunge l'agenzia britannica. Gli Houthi yemeniti hanno riferito di aver colpito due petroliere saudite, la Encela e la Laylia, con missili e droni perché, si legge sui loro media, avrebbero violato il blocco navale da loro imposto.
I ribelli filoiraniani hanno avvertito che reagiranno a qualsiasi attacco di Riad con rappresaglie su larga scala nel territorio saudita. Il canale Sabreen News, affiliato alle milizie irachene filoiraniane, ha pubblicato il video di una petroliera in fiamme e affermato che si tratta di una nave saudita.
Le parole di Trump
Le minacce iraniane, sono arrivate dopo che Donald Trump, prima di salire a bordo dell'Air Force One per volare alla base aerea di Dover, nel Delaware, per accogliere le salme dei militari americani morti negli attacchi iraniani della scorsa settimana in Giordania e Iraq, aveva affermato che "l'Iran "pagherà a caro prezzo" l'uccisione di soldati americani.
"Gli americani - ha aggiunto - non sono contrari alla guerra in sè, ma piuttosto all'impatto che essa ha sulle loro tasche per l'aumento dei prezzi del carburante".
"L'Iran vuole fare l'accordo a tutti i costi"
In una successiva dichiarazione, durante un comizio in Georgia, il presidente americano ha sostenuto che l’Iran vuole fare "l’accordo a tutti i costi", ma lui si è opposto. "In questa schermaglia che abbiamo con la Repubblica islamica dell’Iran, la chiamo così, stanno subendo colpi durissimi e vogliono fare un accordo", ha detto Trump , "ma io dico che non sono ancora pronti a fare un accordo, perché ogni volta che ne fanno uno vogliono cambiarlo, vogliono modificare tutto. Non sono pronti. Lo saranno molto presto".
"Non abbiamo bisogno di Hormuz ma l'Iran rinunci all'atomica"
Gli Usa "non hanno bisogno" dello Stretto di Hormuz e sono intervenuti nell'area per impedire che Teheran sviluppi l'arma atomica. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante un comizio in Georgia. "Non abbiamo bisogno di stretti. Non ci serve niente", ha detto Trump, "non ci serve lo Stretto di Hormuz, siamo lì perché dobbiamo farlo. Non possiamo lasciare che l'Iran abbia un'arma nucleare".
Teheran: "La nostra dottrina è occhio per occhio"
La dottrina di difesa iraniana "è chiara: occhio per occhio". È il monito affidato a X dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. "Qualsiasi aggressione contro l'Iran, comprese le nostre infrastrutture, comporterà una risposta forte e decisa", ha avvertito Araghchi su X, "coloro che contribuiscono a tale aggressione, a prescindere dal tipo di supporto fornito, saranno considerati a loro volta obiettivi legittimi".
Ghalibaf: "O la guerra finisce o coinvolgerà l'intera regione"
Il capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che, se la guerra tra Teheran e Washington non finirà, l'intera regione ne sarà avvolta. "In una regione in cui non vendiamo petrolio, nessuno lo venderà. Se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura sarà al sicuro, e la sicurezza dello Stretto dipende dall'assenza di forze americane", ha dichiarato Ghalibaf su X.
Lo Stretto di Hormuz "non tornerà alle condizioni prebelliche", ha aggiunto il capo negoziatore iraniano. Ghalibaf ha sottolineato di recente che questa via d'acqua strategica è diventata la principale leva e il principale deterrente di Teheran nei negoziati con Washington. Prima dell'inizio della guerra, il 28 febbraio, circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale transitava attraverso lo Stretto.
"Gli Usa preparano attacchi con bombardieri pesanti"
Gli Usa hanno informato Israele che nei prossimi giorni intendono intensificare gli attacchi aerei all'Iran con l'utilizzo, per la prima volta dall'inizio del conflitto, di bombardieri pesanti. Lo riferisce Kan News.
Netanyahu a Washington la prossima settimana
Netanyahu ha in programma di recarsi a Washington per partecipare alle cerimonie funebri per Lindsey Graham. Proprio il rinvio del funerale del senatore repubblicano la settimana scorsa era stato indicato come la motivazione ufficiale per la cancellazione del suo viaggio a Washington, dove intendeva incontrare Trump.
Secondo le stesse fonti citate da Ravid, il capo della Casa Bianca si trova a un bivio nella guerra con l'Iran: accettare una nuova proposta di cessate il fuoco presentata dai mediatori del Qatar, volta a riaprire lo Stretto di Hormuz, oppure lanciare una massiccia campagna militare congiunta con Israele per costringere Teheran alla capitolazione.