AGI - È scontro diplomatico tra Cina e Filippine dopo che la Guardia Costiera cinese ha accusato Manila di aver inviato due piccole imbarcazioni per disturbare "in modo aggressivo" una nave di pattuglia nelle acque vicino al Second Thomas Shoal, nel Mar Cinese Meridionale, un'area teatro di tensioni tra le due nazioni.
Pechino ha richiamato l'ambasciatore nelle Filippine "con urgenza" per "presentare formali rimostranze riguardo alla provocazione deliberata e all'attacco delle Filippine contro il personale della Guardia Costiera cinese impegnato nell'applicazione della legge", si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri.
La ricostruzione della Cina
Secondo una dichiarazione rilasciata ieri dalla Guardia Costiera cinese, intorno alle 9 ora locale (le 2 ora italiana), due gommoni provenienti dalla Sierra Madre, una nave fatta incagliare intenzionalmente da Manila nei pressi del c(noto nelle Filippine come Ayungin e in Cina come Ren'ai), si sono avvicinati rapidamente e hanno speronato l'imbarcazione cinese, nonostante ripetuti ed espliciti avvertimenti.
Le accuse sul personale della Guardia Costiera
La Guardia Costiera ha sostenuto che la parte filippina abbia colpito "dolosamente" gli ufficiali cinesi con remi, aste e altri strumenti; in risposta, il personale ha emesso avvertimenti verbali e adottato "contromisure reciproche".
La versione delle Filippine
Le Forze Armate delle Filippine hanno fornito una propria versione dei fatti, affermando che i due gommoni si sono avvicinati alla nave cinese "senza intenzioni ostili" e che è stato il personale cinese a colpire "violentemente e aggressivamente" alla testa uno dei loro militari con una mazza di legno, secondo quanto riportato da diversi organi di stampa.
Le rivendicazioni territoriali
Le autorità filippine sostengono che il Second Thomas Shoal e un altro atollo conteso, lo Scarborough Shoal (noto come Bajo de Masinloc nelle Filippine e Huangyan Dao in Cina), occupato da Pechino, rientrino nella loro zona economica esclusiva di 200 miglia nautiche (370 chilometri), una designazione che, secondo il diritto internazionale, conferisce loro il diritto di sfruttare le risorse dell'area.
Le pretese sul Mar Cinese Meridionale
Pechino rivendica la sovranità su quasi tutto il Mar Cinese Meridionale, una regione strategica attraverso la quale transita circa il 30% del commercio marittimo globale e che ospita importanti zone di pesca e potenziali riserve di idrocarburi, nonostante le rivendicazioni concorrenti di Filippine, Vietnam, Malesia, Brunei e Taiwan.
Tensioni in crescita tra i due Paesi
Le tensioni tra Cina e Filippine si sono intensificate da quando il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. è entrato in carica nel 2022, e soprattutto dopo che Marcos ha rafforzato l'alleanza militare con gli Stati Uniti e adottato una posizione più ferma nella difesa del territorio nazionale.
Incontro diplomatico in arrivo
L'incidente avviene a pochi giorni dalla visita del ministro degli Esteri cinese Wang Yi a Manila, dove mercoledì parteciperà a un incontro tra la Cina e i ministri degli Esteri dell'Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (Asean). A margine della riunione, Wang potrebbe incontrare la sua omologa filippina, Theresa Lazaro, segnando il primo contatto tra i massimi diplomatici dei due Paesi negli ultimi due anni.
Sostegno di Stati Uniti e Australia a Manila
Dalla parte di Manila si sono schierati Stati Uniti e Australia. La ministra degli Esteri australiana Penny Wong, che si trova a Manila per la riunione Asean, ha condannato quello che ha definito il comportamento "pericoloso e destabilizzante" della Cina.
Le reazioni di Washington
"Gli Stati Uniti condannano le azioni pericolose e aggressive della Cina contro il personale della marina filippina. La preoccupante serie di provocazioni cinesi contro le legittime operazioni marittime filippine mina la pace e la stabilità della regione", ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato, mentre Marc Rubio è atterrato in mattinata a Manila per partecipare alla riunione con i colleghi del blocco composto da 11 Paesi.