AGI - L'Iran ha sospeso tutti gli impegni assunti nell'ambito del memorandum d'intesa raggiunto con gli Stati Uniti un mese fa. Lo ha annunciato il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, accusando Washington di aver violato i propri impegni con le recenti azioni militari.
"Eravamo in fase di negoziato. Purtroppo sono stati proprio gli americani a compiere queste azioni aggressive, in violazione dei loro stessi impegni", ha dichiarato Gharibabadi alla televisione di Stato iraniana. "Di conseguenza, abbiamo sospeso tutti i nostri impegni e, di fatto, non li stiamo più attuando".
Il memorandum e la rottura dell'accordo
Il memorandum d'intesa, raggiunto un mese fa con la mediazione di Qatar e Pakistan, aveva posto fine a settimane di combattimenti tra Teheran e Washington e aperto la strada a negoziati di dettaglio. L'accordo è però naufragato dopo la ripresa degli scambi di attacchi tra i due Paesi. "Quello che ora ci troviamo ad affrontare è la difesa del nostro Paese", ha aggiunto Gharibabadi. "Lo faremo con fermezza e decisione, e credo che gli americani abbiano ricevuto ancora una volta la loro risposta: queste azioni aggressive non li porteranno da nessuna parte".
Incriminazioni contro Trump e Netanyahu
Intanto la magistratura di Teheran ha formalmente incriminato il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu per la guerra contro l'Iran. Lo ha annunciato il portavoce della magistratura iraniana, Asqar Jahangir, citato dai media locali.
Le accuse e il diritto internazionale
"Secondo il diritto internazionale, ogni aggressore deve essere perseguito e deve corrispondere i risarcimenti dovuti. È stato emesso un fascicolo giudiziario e un atto d'accusa nei confronti del presidente degli Stati Uniti e del primo ministro del regime sionista (Israele, ndr)" ha dichiarato. "Sono state avviate le iniziative necessarie nelle sedi e gli organismi internazionali", ha spiegato.
Oltre tremila denunce per "crimini di guerra"
La magistratura iraniana ha registrato oltre 3 mila denunce per presunti "crimini di guerra" commessi da Israele e dagli Stati Uniti durante la guerra di 12 giorni dello scorso anno e il conflitto combattuto tra il 28 febbraio e l'8 aprile di quest'anno. Lo ha reso noto il portavoce del potere giudiziario iraniano, Asghar Jahangir. "In totale sono state presentate più' di 3 mila denunce ai tribunali civili e la vicepresidenza giuridica della Presidenza, insieme al ministero degli Esteri, sta portando avanti il procedimento per perseguire questi crimini davanti agli organismi internazionali", ha dichiarato Jahangir nel corso di una conferenza stampa.
Il portavoce ha spiegato che la magistratura ha documentato i danni provocati dai due conflitti e ha aperto "centinaia di procedimenti penali" nei confronti di responsabili statunitensi e israeliani per presunti crimini di guerra. Secondo Jahangir, gli episodi sono stati classificati, in base allo Statuto di Roma, nelle categorie di crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio.
Oltre 1.100 morti nella guerra dei 12 giorni
La documentazione raccolta include, secondo Teheran, attacchi deliberati contro civili, ospedali, scuole, impianti nucleari e altre infrastrutture strategiche del Paese. Il rapporto relativo ai presunti crimini commessi durante la guerra di 12 giorni del 2025 è stato inoltre presentato alle Nazioni Unite come documento ufficiale. "Ogni aggressore e chi avvia una guerra deve essere perseguito e processato e, oltre a essere giudicato e punito, deve risarcire i danni causati al Paese aggredito", ha affermato Jahangir. Secondo le autorità iraniane, la guerra di 12 giorni del giugno 2025 provocò oltre 1.100 morti in Iran, tra cui decine di alti funzionari civili e militari.
Dal 28 febbraio all'8 aprile 3.400 vittime
I bombardamenti israeliano-statunitensi tra il 28 febbraio e l'8 aprile di quest'anno avrebbero invece causato altre 3.400 vittime. Il governo iraniano stima inoltre in 270 miliardi di dollari i danni economici provocati dall'ultimo conflitto, in seguito agli attacchi contro infrastrutture civili, impianti industriali e petrolchimici.