AGI - Meno tasse sull'elettrico e un target di elettrificazione fissato al 46% entro il 2040, è il cuore del piano per l'elettrificazione presentato questa mattina dalla Commissione europea. L'obiettivo è quello di trasformare l'Europa nel "primo continente a energia elettrica".
I punti del piano
Il piano si concentra sulla riduzione del divario di prezzo tra i costi dell'energia elettrica e quelli dell'energia fossile, in particolare del gas, e sull'incentivo all'adozione di tecnologie più pulite basate sull'energia elettrica, come le pompe di calore, i veicoli elettrici e le batterie.
Tra i punti del pacchetto, la Commissione propone una riforma della fiscalità energetica che consenta agli Stati membri di ridurre tasse e oneri che gravano sull'elettricità, anche rispetto al gas. "Vogliamo che l'elettricità sia tassata meno del gas" ha detto il commissario per l'Energia, Dan Jorgensen durante la conferenza stampa di presentazione ricordando che la chiusura dello stretto di Hormuz "abbiamo speso 50 miliardi in più per l'energia, senza ricevere neppure una goccia di petrolio in più. Ciò ci dimostra quanto sia economicamente insostenibile dipendere da fonti energetiche esterne.
Il futuro dell’elettricità in Ue
Entro il 2030, si legge in una nota della Commissione, gli Stati membri dovrebbero adottare misure affinché l'elettricità non costi più di 2,5 volte il gas per le famiglie e non più di 2 volte per l'industria. Nell'altro punto principale del piano, la Commissione europea dichiara che valuterà un target di elettrificazione per il 2040 che porti ad un obiettivo indicativo del 46% di elettrificazione dei consumi finali di energia. Questo raddoppierebbe di fatto l'attuale quota del 23%, rimasta invariata negli ultimi dieci anni. L'obiettivo sarà sottoposto a una valutazione d'impatto nell'ambito del pacchetto sull'Unione dell'energia post-2030, che dovrebbe essere presentato entro la fine dell'anno.
Tassazione oneri di rete
Il raggiungimento di questo obiettivo, sottolinea la nota di Palazzo Berlaymont, potrebbe ridurre la fattura delle importazioni di combustibili fossili dell'Ue di 260 miliardi di euro all'anno entro il 2040.
Bruxells propone inoltre la riforma della tassazione e degli oneri di rete. La proposta legislativa collegata al piano consentirà agli Stati membri di ridurre tasse e oneri di rete sull'elettricità, anche per categorie specifiche come le industrie energivore e le comunità energetiche, prevedendo inoltre una tassazione dell'elettricità inferiore rispetto al gas naturale, incentivando il passaggio ai consumi elettrici.
Il nodo trasporti
Per quanto riguarda i trasporti, si punta ad accelerare la diffusione dei veicoli elettrici, sviluppare le infrastrutture di ricarica e sostenere il leasing sociale per le famiglie a basso e medio reddito, oltre che rafforzare l'elettrificazione del trasporto pesante e marittimo.
Riguardo gli edifici, tra le misure figurano il raddoppio delle installazioni di pompe di calore entro il 2030 rispetto al 2025, nuovi strumenti di finanziamento per le ristrutturazioni energetiche e un possibile meccanismo europeo per il mercato del riscaldamento pulito.
E ancora, su reti e filiera industriale, il piano prevede investimenti nelle reti elettriche, maggiore digitalizzazione e flessibilità del sistema, oltre alla creazione di una Electrification Action Plan Alliance per rafforzare la filiera europea delle tecnologie pulite, le competenze professionali e la produzione industriale nel settore.