AGI - Lo staff del presidente degli Usa, Donald Trump, ha attaccato giornalisti, commentatori e analisti dei maggiori network americani per aver smontato le accuse che il presidente degli Stati Uniti ha lanciato in diretta tv contro la Cina. Secondo Trump, Pechino avrebbe "violato il sistema elettorale americano", acquistando o rubando i dati personali di 220 milioni di elettori.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aveva annunciato "dichiarazioni sconvolgenti", ma l'impatto sul pubblico non è stato come Trump si aspettava. L'unica cosa che ha colpito, hanno fatto notare alcuni commentatori, è stata la rapidità con cui i media hanno liquidato il monologo del presidente. E la reazione della Casa Bianca è stata ancora più forte. Gli addetti dell'account Rapid Response 47, che si occupa di difendere il presidenti, sono stati incaricati di intervenire su X, prendendo di mira uno per uno i conduttori, i corrispondenti, gli opinionisti e le reti televisive che non avevano accolto con favore o rilanciato senza critiche il lungo intervento di Trump.
Chi sono i giornalisti sotto attacco
Il primo a finire nel mirino è stato Pierre Thomas, corrispondente capo per la giustizia di Abc News. In onda sull'emittente aveva dichiarato che "non esiste alcuna prova che la Cina sia riuscita ad alterare il risultato del voto". "Dalle stesse persone che vi hanno raccontato la bufala della collusione con la Russia. Ridicoli", ha replicato Rapid Response 47. La presunta "bufala" a cui si riferisce il messaggio è la narrazione promossa da importanti esponenti del movimento Maga, secondo cui le numerose indagini sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016, vinte da Trump, sarebbero state infondate o politicamente motivate. Ma nei documenti rilasciati dalla Casa Bianca dopo l'intervento del presidente appare un passaggio in cui l'intelligence americana riconosce che Mosca aveva cercato di attaccare Joe Biden, considerandolo un nemico, allo scopo di favore Trump.
Anche Jonathan Karl, capo corrispondente da Washington di Abc News, è finito nel mirino della Casa Bianca. Durante Special Report ha affermato che il presidente aveva esagerato la portata delle conclusioni contenute nei documenti d'intelligence appena declassificati. "Le fake news di @jonkarl sono andate subito in tv ad accusare il presidente Trump di mentire, anche se lui stesso ha ammesso di avere ancora "molto altro materiale da esaminare", si legge nel messaggio pubblicato dall'account. "Notate come sembri non interessarsi minimamente al fatto che informazioni d'intelligence cruciali siano state deliberatamente tenute nascoste al presidente durante la campagna elettorale del 2020".
Rapid Response 47: "Un insabbiamento senza precedenti"
La Casa Bianca sostiene che, durante quella campagna elettorale, la Cina abbia avuto accesso ai dati degli elettori statunitensi. In un altro messaggio, l'account Rapid Response 47 ha affermato che queste informazioni "sono state deliberatamente nascoste al presidente Trump e al popolo americano in un insabbiamento senza precedenti, con l'obiettivo di indebolire la sua prima amministrazione e la sua campagna elettorale del 2020".
Ma le reazioni negative alla denuncia fatta dal presidente sono andate avanti per ore. Anche Ms Now è finita nel mirino per aver interrotto la diretta durante il discorso di Trump. "Msdnc, che alcuni chiamano "Ms Now", ma che molti altri definiscono "una seduta di terapia di gruppo per squilibrati mentali", ha interrotto la diretta quando il @Potus ha iniziato a descrivere le scioccanti vulnerabilità della nostra infrastruttura elettorale. "Nemici del popolo", ha scritto l'account, concludendo così una serata caratterizzata da una raffica di post.