AGI - Prosegue la missione in Ucraina del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e rappresentante speciale di Papa Leone XIV, impegnato a rafforzare i canali umanitari aperti dalla Santa Sede.
La visita, iniziata lunedì 13 luglio, si colloca nel solco dell'azione avviata nel 2023 da Papa Francesco per favorire iniziative concrete a sostegno delle popolazioni colpite dalla guerra.
Gli obiettivi della Santa Sede
Al centro della missione restano tre priorità: lo scambio dei prigionieri di guerra, il ritorno dei bambini ucraini trasferiti in Russia secondo Kiev e il rimpatrio delle salme dei caduti. Prima dell'arrivo a Kiev, Zuppi ha visitato l'oblast di Leopoli, dove si è recato nella colonia penale Zakhid-1, struttura nella quale sono detenuti prigionieri di guerra catturati sul campo di battaglia.
Il cardinale ha incontrato anche il capo dell'amministrazione regionale Maksym Kozytskyi, che ha ringraziato la Santa Sede per gli sforzi compiuti nella ricerca dei dispersi e nel sostegno alle famiglie colpite dal conflitto. Durante il colloquio sono emerse nuove possibilità di collaborazione tra Leopoli, le istituzioni italiane e la Santa Sede. Zuppi ha inoltre visitato la sede locale della Comunità di Sant'Egidio, incontrando numerosi sfollati interni, tra cui donne, anziani e bambini. A loro ha portato la vicinanza di Papa Leone XIV, ribadendo l'attenzione della Chiesa verso chi vive le conseguenze quotidiane della guerra. La missione del cardinale punta a mantenere aperti spazi di dialogo e di intervento umanitario in un conflitto che continua a provocare vittime, separazioni familiari e profonde ferite sociali.
La preghiera in ucraino del cardinale
Il cardinale Matteo Maria Zuppi, inviato speciale di Papa Leone XIV per fermare la guerra in Ucraina, ha pregato oggi a Kiev per una "pace giusta" durante le celebrazioni della Giornata della Statualità ucraina e della memoria del principe apostolo uguale agli apostoli Vladimir. Nella piazza San Michele, davanti alle autorità civili e ai rappresentanti delle diverse confessioni religiose, il presidente della Conferenza episcopale italiana ha pronunciato in lingua ucraina la preghiera per la benedizione e la protezione del Paese. "Concedi una pace giusta, che i prigionieri possano tornare a casa, i bambini riabbracciare le loro famiglie, i dispersi siano ritrovati e tutti possano piangere davanti al corpo del proprio caro caduto", ha invocato Zuppi.
Il muro della memoria
Il cardinale ha chiesto inoltre a Dio di ispirare "in ognuno di noi il coraggio e la saggezza per essere costruttori di pace". Alla cerimonia hanno partecipato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina Sviatoslav Shevchuk e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Zuppi ha percorso insieme alle autorità il viale del "Muro della memoria", dove sono esposte le fotografie delle vittime della guerra, deponendo un mazzo di rose rosse in ricordo dei caduti.
Il santo di Kiev
Nel richiamare la figura di San Volodymyr, il cardinale ha auspicato che il santo "illumini le menti e il cuore dei due capi di Stato" per aprire vie di giustizia e pace. L'ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, ha espresso gratitudine per la presenza del rappresentante papale, definendo la visita "un'eccezionale dimostrazione di rispetto verso l'Ucraina".
Il diplomatico ha sottolineato anche il valore simbolico della preghiera pronunciata in ucraino, ricordando che Zuppi "ha imparato l'ucraino in due giorni di permanenza".