AGI - Poche ore dopo l'annuncio della morte del senatore repubblicano Lindsey Graham, avvenuta sabato sera all'età di 71 anni in seguito a una "breve e improvvisa malattia", sui social media hanno iniziato a diffondersi numerose teorie del complotto che mettono in dubbio la versione ufficiale dei fatti.
Loomer e Santos: "Un possibile atto criminale"
Tra i primi a sollevare sospetti c'è stata l'attivista di estrema destra Laura Loomer, che su X ha ipotizzato un possibile avvelenamento da parte di una potenza straniera. L'ex deputato George Santos ha scritto di ritenere possibile un "atto criminale", mentre il direttore dell'Fbi Kash Patel, affermando che l'agenzia sta assistendo le autorità locali mettendo a disposizione tutte le risorse necessarie, ha alimentato ulteriormente le speculazioni online.
In un'intervista al Washington Post, Loomer ha sostenuto di aver condiviso le proprie preoccupazioni con esponenti dell'amministrazione Trump e membri del Congresso. "Non sto facendo affermazioni a caso. Non capisco perché tutti vogliano definirla una teoria del complotto. Credo che vi siano elementi più che sufficienti per ipotizzare un fondato sospetto", ha dichiarato.
Nei giorni successivi alla morte di Graham sono circolate sui social numerose ricostruzioni prive di riscontri: secondo alcune versioni il senatore sarebbe morto a Kiev, secondo altre sarebbe stato ucciso da Israele, avvelenato dall'Iran o eliminato dalla Russia.
Il parere del medico legale
L'ufficio del senatore ha tuttavia reso noto domenica scorsa che gli accertamenti preliminari dell'ufficio del medico legale di Washington indicano come causa del decesso una dissezione aortica. Il certificato di morte è ancora in corso di definizione, ma le autorità non hanno segnalato alcun elemento che faccia pensare a un atto doloso.
Le speculazioni hanno coinvolto anche il leader repubblicano al Senato Mitch McConnell. Domenica scorsa, il suo ufficio ha comunicato che il ricovero del mese scorso è stato causato da una caduta, diffondendo una fotografia che lo ritrae sorridente in un letto d'ospedale accanto alla moglie, con una copia del Washington Post in mano.
Un'immagine generata con l'IA?
L'immagine, anziché placare i dubbi, ha generato nuove accuse sui social. Loomer ha sostenuto che il testo del giornale sembrasse generato dall'intelligenza artificiale, mentre un altro account ha affermato senza prove che la foto risalisse al 2023. Diversi utenti hanno chiesto al chatbot Grok di analizzare lo scatto, ottenendo risposte contrastanti che hanno ulteriormente alimentato il dibattito.
Il Washington Post ha successivamente verificato i metadati della fotografia, concludendo che risulta effettivamente scattata domenica, mentre un esperto di informatica forense consultato dal quotidiano non ha individuato segni di manipolazione o di utilizzo dell'intelligenza artificiale.