AGI - Gli Stati Uniti hanno bombardato l'Iran per il secondo giorno consecutivo, rivendicando di aver colpito "decine di obiettivi" per minare il suo potere di controllo dello Stretto di Hormuz. Teheran, dal canto suo, afferma di aver colpito basi militari del Golfo utilizzate da Washington.
La ripresa delle ostilità nel fine settimana e l'annuncio da parte dell'Iran di una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, una via navigabile strategica per il commercio globale di idrocarburi, hanno fatto impennare nuovamente i prezzi del petrolio.
"Niente intesa se gli usa non rispettano gli impegni"
L'Iran ha avvertito che non si considererà più vincolato dal memorandum d'intesa raggiunto a giugno con gli Stati Uniti se questi ultimi non rispetteranno i loro impegni per porre fine alla guerra. "Ogni volta che l'altra parte non ha rispettato i suoi obblighi, noi non abbiamo rispettato i nostri... Continueremo ad agire allo stesso modo", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghai in una conferenza stampa a Teheran in seguito alla ripresa delle ostilità tra i due Paesi in guerra.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato la responsabilità dei nuovi attacchi contro installazioni statunitensi in Oman e Bahrein, secondo una dichiarazione pubblicata sul loro sito web. "Oltre ad attaccare installazioni e infrastrutture militari statunitensi a Khuffyan, in Bahrein, dove sono in corso degli incendi, la marina delle Guardie ha attaccato e distrutto" radar, tra cui un radar per il rilevamento di navi in Oman, secondo la dichiarazione pubblicata su Sepah News, il sito web dei Pasdaran.
Cinque ore di attacchi
Dalle 00:30 ora di Teheran, l'esercito statunitense ha condotto un'altra serie di attacchi per poi annunciare la fine delle operazioni poco più di cinque ore più tardi. Le forze statunitensi "hanno preso di mira i sistemi di difesa aerea iraniani, i radar costieri, le capacità missilistiche e dei droni e piccole imbarcazioni", assicura il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X.
Secondo i media statali iraniani, gli attacchi aerei hanno colpito vaste aree dell'Iran occidentale e meridionale, tra cui l'isola di Qeshm e Bandar Abbas, vicino allo Stretto di Hormuz, nonché la provincia del Khuzestan, al confine con l'Iraq. A Mahshahr, nel sud-ovest, un attacco aereo Usa ha ucciso almeno una persona e ne ha ferite quattro, secondo un funzionario locale citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. La stessa Irna ieri parlava di un morto e di due feriti anche sull'isola di Farur, nel Golfo Persico.
La diplomazia iraniana ha "condannato fermamente" gli ultimi bombardamenti americani e accusato Washington di aver "vanificato tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi" per ristabilire la pace nella regione. In risposta, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, l'esercito ideologico di Teheran, dice di aver bombardato basi militari nel Golfo utilizzate dall'esercito statunitense in Giordania, Bahrein e Kuwait. L'agenzia ufficiale riferisce di attacchi alla base aerea Prince Hassan in Giordania e alle basi aeree Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber in Kuwait, nonche' al centro di comando dei droni statunitensi in Bahrein.
Giordania: "Abbattuti 4 missili iraniani"
L'esercito giordano afferma di aver abbattuto quattro missili iraniani. All'alba di questa mattina, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto quattro missili che erano entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano", ha dichiarato una fonte ufficiale dello Stato Maggiore, assicurando che non ci sono stati feriti ne' danni materiali. I missili secondo Teheran sarebbero stati lanciati come rappresaglia agli attacchi aerei statunitensi.